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Piano regolatore portuale: L'adeguamento tecnico funzionale/FOCUS

Matteo Paroli, segretario generale dell'AdSP con sede a Ancona, interviene sulla Riforma portuale.
 
LIVORNO - L'adeguamento tecnico funzionale è la nuova figura introdotta dalla Riforma portuale, art.5 D.Lgs 169/20126, aspetto che snellisce le procedure di adozione e modifica dei Piani regolatori portuali, rendendo la Pubblica amministrazione un po' più veloce e un po' più vicino alle esigenze del mercato.
 
Apriamo un FOCUS (VIDEO) su questo argomento con l'intervento di Matteo Paroli, avvocato esperto di diritto dei Trasporti e della Navigazione, materia che ha insegnato presso la Facoltà di Economia e Commercio e la Facoltà di Giurisprudenza, Università di Pisa. 
Dal 2005 al 2007 segretario generale dell'Autorità Portuale di Livorno, attualmente in carica come segretario generale all'Autorità di Sistema del Mar Adriatico Centrale.
 
"La previsione di Piani regolatori portuali, trasformati in Piani regolatori di Sistema portuale è stata introdotta dall'art. 5 della legge di riforma portuale, Decreto legislativo 169/2016, che ha introdotto tutta una serie di nuove figure finalizzate a modificare i piani regolatori di sistema.
La più interessante perché già esistente sotto il profilo fattuale, ma mai tipizzata in un atto normativo, è l'adeguamento tecnico funzionale.
Con questo si consente di intervenire all'Autorità di Sistema portuale per modificare le destinazioni funzionali non essenziali, quindi con modifiche non essenziali dal punto di vista funzionale o strutturale, su una parte dello scalo per renderlo più confacente a quelle che sono le dinamiche dei traffici evitando di perdere traffici potenzialmente ma soprattutto di poterne acquisire di nuovi.
 
L'adeguamento tecnico funzionale era già in prassi presso il Consiglio Superiore del Lavori Pubblici, oggi l'art. 5 la tipizza e le linee guida di approvazione del Piano regolatore portuale le danno tutti gli strumenti applicativi.
Dal punto di vista pratico è uno degli aspetti che maggiormente contribuisce a snellire le procedure di adozione di Piani regolatori, ma soprattutto di modifica dei Piani regolatori questo rende la Pubblica amministrazione un po' più veloce, un po' più snella e un po' più vicino alle esigenze del mercato.

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