Musolino, bilancio di mandato: “Lascio un porto sano e mi ricandido” – Mose e temi irrisolti

Pino Musolino

Il bilancio di mandato 2017-2020 presentato stamani da Pino Musolino, commissario dell’AdSP del Mare Adriatico Settentrionale – “Un rapporto di 83 pagine che presenta gli interventi fatti nel corso di tre anni e mezzo e che nel loro insieme distinguono un porto che funziona da uno che non funziona” .

Lucia Nappi

VENEZIA – Un documento di 83 pagine che riassumono “quasi 4 anni di lavoro durissimo, dal punto di vista endogeno ed esogeno” è questo il Bilancio di Mandato 2017-2020 dell ‘Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale che Pino Musolino commissario straordinario dell’ente, ha presentato stamani in conferenza stampa. Un incontro con i giornalisti fatto sia in presenza, presso la sede dell’Autorità a Venezia (Santa Marta)  che da remoto.

Un documento che “permette a tutti di valutare quello che è stato fatto” sottolinea il commissario – Tre anni e mezzo di mandato, ricostruiti attraverso dati e grafici sciorinati in un minuzioso intervento di circa 2 ore: “Questi sono i dati di un sistema portuale che abbiamo impostato in questi quasi quattro anni” – spiega – “Una fotagrafia di questi momenti importantissimi e olti anche difficili, nei quali ho imparato molto”.

Venezia e Chioggia nuova realtà demaniale
L’analisi di Musolino parte dalla realtà demaniale di Chioggia- dalla costruzione di una nuova realtà demaniale, caratterizzata da aree portuali per la maggiorparte private. Tra le prime difficoltà del mandato quindi il passaggo dall’essere Autorità portuale a portare a compimento la riforma portuale.

Le sostenibilità praticate
Nelle 83 pagine del Bilancio di Mandato appaiono, uno ad uno, tutti  i singoli pixel di una fotografia, come elementi che nel loro insieme sono valsi al funzionamento dei due porti: “Un rapporto che presenta gli interventi fatti nel corso degli anni e nel loro insieme, che distinguono un porto che funziona da uno che non funziona” – Tra questi:
Sostenibilità e innovazione, “Utilizzata prima di tutti i porti, già nel 2017. Il primo POT conteneva I riferimenti all’innovazione.
Sostenibilità ambientale praticata: Dal 2017 al 2020 sono stati dragati 702,000 metri cubi di sedimenti
Pianificaziuone energetica e ambientale.
Sostenibilità sociale praticata: Oltre 100 iniziative rivolte alla città, Oltre 100 mila cittadini coinvolti
Sostenibilità portuale: 95 milioni di tonnellate di merce movimentate a Venezia e 4 milioni a Chioggiia, 2,1 milioni di teu come porto gateway, 25 milioni di tonnellate di rinfuse secche.

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Capacità di resilienza del sistema portuale veneto, sottoposto alla crisi pandemica, che mostra performance superiori rispetto alla media dei porti nazionali.

Le aziende
Il sistema portuale veneto pesa 21 miliardi di euro. Con un totale di 1582 aziende quelle che sono impiegate globalmente nei due porti.- 1260 sono le aziende nel porto di Venezia, e 322 quelle di Chioggia. Per un totale di 21.175 addetti per un valore di 6,6 miliardi –
Un valore di produzione che Vede il porto di Venezia produrre il 27% dell’economia comunale e il 13% di quella Metropolitana.

Un Bilancio sano, ma ancora in attesa di approvazione
“Lasciamo un porto sano” rimarca il commissario la particolare salubrità di bilancio – Riguardo all’iter in corso spiega che il bilancio attende ancora l’approvazione “sebbene ne sia stata riconosciuta la legittimità”.

Temi non risolti, le crociere
“Si chiude la prima applicazione del decreto 169, la prima applicazione della legge di Riforma portuale” – “Ci sono ancora alcuni temi non risolti, come le crociere, che però è stato avocato a livello nazionale, abbiamo sempre garantito supporto al governo, che ha il diritto di indicare delle soluzioni e, noi saremo l’elemento tecnico a disposizione ogni volta che verremo chiamati” – continua – “Esistono aspetti di accessibilità nautica di lungo periodo, ma vi rimando alle ultime pagine del documento di quello che dovrebbe essee il porto del futuro nel breve e lungo termine.

MOSE:
“Creare il porto regolato significa creare e stravolgere l’organizzazione del porto, ma è quello che succede nei tre principali porti europei: Rotterdam, Anversa ed Anburgo. Sono cose che dal punto di vista organizzativo, con il giusto quadro normativo e dei giusti finanziamenti, possono essere risolte e gestite in maniera immediata”.
Nel medio e lungo termine devono essere fatti altri ragionamenti: “Il porto industriale e commerciale ha bisogno della terra, è imprescindibile che si debba continuare a lavorare su porto Marghera” – “Sarà necessario trovare formule di convivenza ingegneristica che permettano al Mose di funzionare, ma anche di non perdere nessun posto di lavoro per i veneziani”

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Il rapporto con l’Europa
Si traduce in 23 progetti nei quali il sistema dei porti del veneto sono stati coinvolti, 36 miliardi di euro di contributi, e 6-7 progetti nei quali il porto di Venezia è stato leading port.

Musolino, la ricandidatura
Musolino annunciando la propria ricandidatura per un secondo mandato alla guida dell’Autorità di Sistema: “Guardo con grande attenzione alla prossima chiamata, ho dato disponibilita rispetto alla call e vedremo come verranno valutate le disponibilità degli altri partecipanti rispetto alla call. Vedo il mio futuro dove posso servire il paese, altrimenti tornerò a fare quello che ho sempre fatto e che so fare meglio”.

 

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