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Luigi Negri: “Il futuro dell'Alto Tirreno? Solo Livorno ospiterà navi da 20 mila Teu”

Tutti vogliono fare il contenitore oggi io non lo consiglio perché non ci sono grossi guadagni”. Lo dice Luigi Negri, presidente del gruppo Finsea,  sottolinea che l'Italia soffre di frammentazione: “Solo nell'Alto Tirreno, nell'arco di 170 chilometri, ci sono tre porti, Genova, La Spezia e Livorno e a breve, nella distanza di 210 chilometri ce ne saranno quattro”. Secondo Negri la frammentazione del mercato porta inefficienza: “Oggi non si può fare un treno completo da un terminal perché non c'è abbastanza merce, allora bisogna cercare di fare un treno tra due terminal e questo porta inefficienza”. La ricetta che individua è “pochi punti di partenza e poche destinazioni”. Approfondiamo la questione e chiediamo a Negri:

La ricetta contro la frammentazione quale è?

La aspettiamo dallo Stato che faccia delle scelte. Il problema si presenta quando una Autorità portuale fa un qualsiasi progetto e gli dicono di sì.

Individua progetti interessanti in questo momento nell'Alto Tirreno?

A Livorno Darsena Europa il porto sarà in grado di ospitare le navi da oltre 20 mila TEU, in futuro e nell'Alto Tirreno ci sarà solo Livorno con queste caratteristiche.

Parliamo delle ferrovie nello sviluppo dei porti?

E' un problema, ma le cose stanno cambiando, da quando RFI ha un suo presidente che è a disposizione di altre ferrovie non solo di Trenitalia, cioè da quando Moretti non è più presidente di RFI e di Trenitalia. Questo era un insulto perché non puoi essere utilizzatore e fornitore allo stesso tempo. Adesso ci vorrà un po' di coraggio in qualcuno che avrà voglia di investire, noi abbiamo una società di logistica ci siamo fermati al momento ai vagoni. Un giorno potremmo pensare ad altro.

GIP a Livorno come sta andando?

E' presente in TDT all'80%, è presente in Cilp al 25 % e insieme a Piero Neri che ha il l'altro 25%, stiamo facendo delle belle cose. Noi puntiamo sulla Darsena Europa anche se costa qualche spicciolo.

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