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Livorno-Asamar: Il servizio idrico in porto a rischio tilt?

LIVORNO Negli ambienti portuali se ne parla già da inizio anno, si dice che il problema del rifornimento dell’acqua potabile sulle banchine e alle navi nel porto di Livorno (e a quelle in rada in attesa di entrare) potrebbe esplodere quanto prima.

A luglio e agosto quando le banchine saranno sovraffollate delle navi da crociera, anche sette unità in un solo giorno, il servizio di rifornimento acqua potrebbe rischiare di saltare.  
Il grido di allarme viene lanciato da Asamar, l'assciazione degli agenti marittimi e raccomandatari di Livorno e provincia durante l'assemblea del consiglio direttivo, riunito per l'assemblea  annuale. 
L'antefatto
A fine 2016, il servizio di approvvigionamento idrico che dal 2001 fino al 31 dicembre scorso era svolto dalla società Acquedotto Portuale Srl e che l’Autorità portuale, cambia gestore e con il 1 gennaio 2017 e passa ad Asa Spa, con atto del commissario Giuliano Gallanti, la società che gestisce il servizio idrico in provincia di Livorno.
La vicenda era iniziata il 14 marzo 2016 quando l’Autorità portuale con una lettera alla società Acquedotto Portuale la informava che stava per scadere la concessione quindicennale e che pertanto il servizio di erogazione dell’acqua potabile sarebbe stato affidato alla società Asa. L’incarico alla società privata veniva prorogato fino a giugno, proroga che veniva poi allungata al 31 dicembre 2016. Nel frattempo la società Acquedotto Portuale apriva un contenzioso con l'Autorità portuale contestando che come recita la normativa in materia di appalti, il servizio doveva essere assegnato con una gara europea e l’affidamento diretto poteva avvenire soltanto quando la società subentrante è pubblica al 100%, mentre nell’azionariato di Asa il 40% è della società privata Iren. A queste contestazioni l’Autorità portuale replicava citando il parere favorevole espresso in proposito dal ministero delle infrastrutture.
Comunque l'altro elemento che faceva da miccia all’esplosione di questa guerra era il subappalto del servizio che veniva affidato alla società Labromare (il cui socio di maggioranza è l’armatore Piero Neri - imprenditore molto attivo in varie attività portuali tra cui i rimorchiatori). Il subappalto si rendeva necessario perchè Asa sarebbe stata in grado di assicurare il servizio del rifornimento idrico alle navi in porto, ai terminal e agli operatori portuali in genere, tuttavia non dispone delle bettoline per svolgere il servizio alle unità alla fonda in rada.
Pertanto la società Labromare dal 1 gennaio iniziava a rifornire le unità in rada con la nave Alcide una vecchia nave con capacità di trasporto limitata a 250 metri cubi di acqua.
 
Preoccupazioni in corso
Della questione sollevata con preoccupazione dagli agenti marittimi livornesi, durante l'assemblea, ne parliamo con Enrico Bonistalli, presidente Asamar:
Come veniva svolto il servizio in precedenza?
Con bettoline da 500/600 mt cubi di acqua adesso l'Alcide è in grado di trasportarne 250 mt cubi. Su Labromare non c'è da dirci niente perché si sta dando da fare per cercare di risolvere la problematica.
Quali sono i rischi?
Ora è ancora tranquillo, perché le grandi navi da crociera non sono ancora arrivate al pieno, ma abbiamo timore che a luglio-agosto quando ci sarà la presenza giornaliera di tante navi in contemporanea, l'Alcide da sola non ce la faccia a rifornirle tutte. Ad alcune navi è stato detto, in via preventiva, di non fare acqua e o eventualmente fare rifornimento idrico non con la bettolina ma con la manichetta di terra. Questo è un disservizio incredibile per il porto, non si può dire a un armatore questo. Tra gli agenti marittimi qualcuno lo ha anche detto all'armatore, prima di fare una brutta figura.
Come si risolve?
Noi non possiamo intervenire su Asa ma deve intervenire l'AdSp che probabilmente ha comunicato in maniera sbagliata i dati ad Asa sulle necessità di acqua. Infatti a fine 2016 avevamo comunicato all'Autorità portuale i dati forniti da tutti nostri associati Asamar, relativi alla quantità in tonnellate di acqua che negli anni passati veniva fatta dalle navi da crociera e da tutte le altre tipologie di navi.
 
Quindi adesso gli agenti livornesi attendono una soluzione al problema e la palla rimbalza a Scali Rosciano.
 
Lucia Nappi
 

 

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