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Lavoro e sicurezza, viaggio nei terminal portuali TDT e Sech /Intervista a Cozzani

Parla Massimiliano Cozzani, direttore commerciale di GIP: “La sicurezza del lavoro, oltre ad essere una regola etica, identifica anche un terminal, quindi un’azienda, più credibile”.
 
di Lucia Nappi
 
LIVORNO - Lavorare in un terminal portuale niente è a caso, i lavoratori che si muovono sulle banchine e sui piazzali seguono un protocollo preciso, rispettando le regole della sicurezza.
 
Da quando la nave attracca in banchina, a quando la merce viene movimentata, imbarcata e sbarcata, le operazioni si devono svolgere con il massimo dell’efficienza, ma nel rispetto delle regole che proteggono i lavoratori dal rischio di infortuni.
Il porto è come un'orchestra, dove tutti gli strumenti devono procedere all'unisono. Sulle banchine ogni lavoratore ha un compito da svolgere in sincronia con quello degli altri.
 
Alle regole del terminal sono chiamati a rispondere oltre i dipendenti della società stessa, anche tutti le altre componenti della forza lavoro che fanno capo ad imprese diverse come i trasportatori, gli ormeggiatori, le imprese di imbarco e sbarco ecc.
 
Quella della sicurezza oltre ad essere una regola etica, identifica anche un terminal, quindi un’azienda, più credibile e più competitiva nel mercato”. Lo spiega Massimiliano Cozzani, marketing director di GIP SpA (Gruppo Investimenti Portuali). Ovvero la holding finanziaria azionista di maggioranza dei due  terminal portuali: TDT Livorno (80%)  e Sech Genova (60%, il restante 40% è di Psa).
Dal 2017 poi la società, con l’ingresso dei fondi anglo-francesi infracapital e Infravia, imprime ai due terminal un volto organizzativo unico, equiparandone anche gli standard sulla sicurezza del lavoro.
 
Il network terminalistico di GIP include inoltre la partecipazione, come azionista non di maggioranza, in VTE di Genova (34,7%, mentre il resto è di Psa), in Vecon Venezia (34,7% e anche qui il resto è di Psa) e nel Consorzio Bettolo Genova (21%) partecipata da Msc (65%) e Psa (14%) questa è la società che controllerà il terminal Bettolo (in costruzione).
 
La sicurezza del lavoro nei terminal TDT e Sech come viene applicata?
La sicurezza da noi è molto sentita, non solo a parole, ma viene applicata, quindi attenzione ai dispositivi di protezione per i lavoratori, a partire dal casco, quando c’è vento non passare sotto i contenitori, i camion hanno la loro corsia non possono andare dove vogliono e molte altre.
Il personale è molto sensibile alle questioni della sicurezza, ci sono anche le persone adette al controllo, quindi che verificano che nei terminal tutti rispettino le procedure.
Qualora si verificasse una non conformità, apriamo un confronto aziendale in maniera trasversale, coinvolgendo le diverse aree aziendali: dall’operativo al commerciale. Ne parliamo nei gruppi di lavoro, discutiamo di cosa è successo e cosa doveva essere fatto".
 
Perché un approccio trasversale?
"Per esempio l’area commerciale non deve solo vendere il prodotto, ma deve fare pressione sugli operativi. Sono stato due anni a Livorno a TDT, sono state importanti le riunioni con gli operativi. Devi capire cosa succede nel terminal fin nei minimi dettagli, sensibilizzare affinché le procedure sulla sicurezza vengano seguite. I commerciali esprimono dei concetti ai clienti, ma devono conoscere dettagliatamente quello che avviene e come avviene nel terminal. perché alla fine si è più credibili. Questo è un concetto di economia aziendale".
 
Cosa è cambiato con l’arrivo dei nuovi soci, i fondi Infracapital e Infravia, a livello di safety?
"Sech è meno dinamico rispetto a TDT, a Livorno il processo era più avanti, pertanto abbiamo equiparato le procedure. I tecnici hanno messo a punto delle best practices, cercando di farle uguali in entrambi i terminal. Questo trova i soci e i lavoratori favorevoli. A Genova accelereremo il processo, che è già iniziato, come nel caso del 1 maggio con l'open day di SechE' stata la giornata di sensibilizzazione alla sicurezza, in cui abbiamo aperto il terminal alle famiglie dei lavoratori e, alla cittadinanza in genere. 
 
"Tu sei la sua sicurezza non dimenticarlo" lo slogan dell'open day era molto diretto. Come è riuscita l'iniziativa?
"La presenza dei bambini che indossavano i caschetti, è stato un messaggio di prevenzione infortuni molto forte per i loro padri. Si è sentito subito un legame immediato.  Non ci aspettavamo una così grande affluenza di pubblico, sono venute a visitarci circa 350 persone".

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