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La Spezia, corruzione in porto Forcieri tra gli indagati

LA SPEZIA – La Guardia di Finanza sta indagando per episodi di corruzione che sarebbero avvenuti in porto. Tra gli indagati c’è anche il presidente dell’Autorità portuale, Lorenzo Forcieri. L’accusa è riguarda alcuni episodi di corruzione e turbativa d’asta in concorso. Secondo il procuratore capo Antonio Patrono il presidente Forcieri avrebbe abusato dei propri poteri mettendo in atto dei sistemi truccati che rappresentavano  "la normale modalità di gestione delle gare pubbliche all'interno dell’Autorità portuale della Spezia". Il blitz dei militari della Guardia di Finanza è scattato nella mattinata di ieri a chiusura delle indagini iniziate nel febbraio 2015 in seguito all'esposto presentato da due società escluse da una gara di appalto pubblica che sarebbe stata pilotata. Pertanto il giudice Diana Brusacà ha disposto il carcere per il manager portuale Maurizio Pozzella mentre gli arresti domiciliari sono stati disposti per gli imprenditori Massimo Terenziani, amministratore delegato di Infoporto e Matteo Balestrero, amministratore della società di vigilanza La Lince. Inoltre all'impresario Marco Condotti, titolare dell’azienda Mccw è stato imposto il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale. Infine tra gli indagati, oltre a Forcieri, ci sono Davide Santini, segretario generale dell’Autorità portuale, e Massimo Vigogna presidente del collegio dei revisori dei conti e funzionario del ministero dell’economia. Per Condotti, Santini e Vigogna il magistrato ha avanzato richiesta di interdizione dai pubblici uffici. Una decisione in merito sarà presa nel corso di una udienza fissata a breve. Altre quattro persone, due impiegati dell’authority e due imprenditori, sarebbero sotto inchiesta.

Secondo un comunicato della procura della repubblica i dirigenti dell’Autorità portuale di Spezia “violando il codice degli appalti, si sarebbero accordati con alcuni imprenditori facendo in modo che costoro potessero vincere le gare relative all'esecuzione di determinati servizi portuali. Altre ipotesi contestate riguardano benefici in denaro, regali e assunzione di persone che i pubblici ufficiali avrebbero chiesto o ricevuto dagli imprenditori in cambio dei favori concessi loro “.

 

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