La Cambogia triplica i container e investe in nuovi modelli di supply chain

Nuovo terminal container nel porto cambogiano di Sihanoukville con cui triplicherà la propria capacità di movimentazione di container - L'avanzata dei paesi del sud est asiatico nella riorganizzazione dei modelli di supply chain

La Cambogia ha avviato la costruzione di un nuovo terminal container nel principale scalo del regno, il Porto Autonomo di Sihanoukville (PAS), progetto con cui il Paese mira triplicare la propria capacità di movimentazione di container, passando dagli attuali 700.000 teu annui, ad una previsione di incremento fino al 2029 quando il progetto sarà ultimato di 450.00 teu per anno, ovvero fino a 2,58 milioni di teu.

Notizia che di per sè avrebbe un interesse circoscritto, ma non è così se la si osserva alla luce dei cambiamenti globali in atto che coinvolgono la ridefinizione e la ricerca di nuovi modelli di supply chain da parte dell’industria e delle compagnie armatoriali.

I Paesi del blocco del sud-est asiatico, con l’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (ASEAN) mirano ad acquisire sempre maggiore rilevanza nella supply chain e a sostituire la Cina nella produzione, soprattutto forti delle risorse di minerali, canddandosi anche a diventare il futuro hub globale.

Ruolo, quello del sud est asiatico, sempre più rilevante soprattutto alla luce degli equilibri geopolitici globali e dell’inasprimento dei rapporti tra Pechino e Washington. Dal punto di vista commerciale le crescenti restrizioni imposte dai paesi occidentali alle società cinesi, hanno indotto molte industrie a spostare dalla Cina la propria produzione a favore di paesi del sud est asiatico.

Le industrie e le aziende che cercano di cambiare i loro modelli di approvvigionamento, accelerando lo sviluppo di operazioni di supply chain parallele in nuovi mercati ospitanti, più diffusi e meno concentrati, parallelamente alle aree produttive esistenti.

In questa visione, porti efficienti e ben connessi giocheranno un ruolo centrale poichè permetteranno servizi e collegamenti più frequenti e costi inferiori per le navi. Alla luce di ciò è prevedibile che lo sviluppo di progetti di ammodernamento ed espansioni portuali, come nel caso del porto cambogiano di Sihanoukville, diventerà una realtà diffusa.

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Nuovo terminal container di Sihanoukville

Sarà costruito in tre fasi: la prima fase prevede la realizzazione di un terminal lungo 350 metri e il dragaggio dei fondali marini, dagli attuali 10,5 metri, fino a 14,5 metri.
Il termine previsto per i lavori è il 2026 per un costo pari a 275 milioni di dollari. Già questa prima espansione consentirà l’arrivo di portacontainer fino a 4.000 teu, permettendo allo scalo di superare le attuali limitazioni dei fondali che delimitano l’accesso a navi da 2000 teu.

Secondo la progettazione prodotta dalla società portuale e terminalistica Porto Autonomo di Sihanoukville (PAS) – all’interno delle regioni asiatiche orientali le rotte un forte incremento di traffici di navi da 4.000 teu, pertanto navi che il porto di Sihanoukville mira ad intercettare.

La seconda e la terza fase inizieranno rispettivamente nel 2025 e nel 2026 e si concluderanno nel 2028 e nel 2029, per un costo totale di 698 milioni di dollari.

Il governo giapponese avrà parte nel progetto, finanziando il prestito di 306 milioni di dollari.

“Uno sviluppo infrastrutturale teso a sostenere la crescita economica del Paese – ha specificato il primo ministro cambogiano Hun Sen durante la cerimonia per l’avvio dei lavori – “L’espansione del nuovo terminal consentirà a portacontainer più grandi di fare ingresso nel porto e ridurre significativamente i costi del trasporto marittimo per la Cambogia. Aiuterà ad attrarre investitori e ad accelerare il nostro sviluppo economico”.

Questo tuttavia non è l’unico progetto per lo sviluppo portuale e logistico della Cambogia, infatti nel maggio 2022 il governo cambogiano ha dato inizio anche alla costruzione del nuovo International Multi-Purpose Logistics and Port Center, centro logistico e portuale multipurpose nella provincia sud-occidentale di Kampot.

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Cambocia Port

L’infrastruttura che sarà realizzata lungo il fiume Bassac su di un terreno di 600 ettari di fronte al mare con fondali di 15 m, sarà in grado di ospitare navi fino a 100.000 tonnellate di merci e riorganizzerà la logistica delle zone economiche speciali  e dei settori petrolio e gas del Paese. Andando ad integrerà l’attività dei porti autonomi di Preah Sihanouk e Phnom Penh, per la sua posizione l’infrastruttura servirà il trasporto e movimentazione dei prodotti agricoli in tutto il Paese e all’export. Il progetto sarà realizzato entro il 2030 per un costo stimato oltre un miliardo di dollari.

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