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Danesi, VTE: "Il socio di Singapore dopo 20 anni continua a investire"

di Lucia Nappi
 
PORTO CERVO- “Stiamo assistendo ad una fenomeno di demonizzazione degli stranieri che acquisiscono le nostre aziende. Ma bisogna fare una distinzione tra quello che è il sentimento che si diffonde ed i fatti reali.” Da questa constatazione nasce lo studio che il presidente di Federagenti, Gian Enzo Duci, (docente di economia dei trasporti presso l’Università di Genova)  ha presentato in anteprima all’assemblea annuale di Federagenti, a Porto Cervo.
 
I dati mostrano una realtà di circa sessanta aziende nazionali del settore marittimo, portuale e logistico che negli ultimi dieci anni sono state acquisite parzialmente o totalmente dai fondi stranieri.
Le analisi riportano l’esperienza di aziende internazionali i cui fondi di investimento sono serviti ad ampliare il business delle aziende acquisite,” sottolinea il presidente di Federagenti - “diverso è il caso di aziende che vengono comprate dagli stranieri il cui asset o il know-how viene portato all’estero lasciando niente in Italia”. Lo studio cita i casi di aziende, tra le più importanti del settore portuale, dove le acquisizioni hanno dato un forte impulso di crescita, fenomeno diverso dallo smembramento che invece definisce la dissipazione del patrimonio culturale italiano
 
Sono presenti all’assemblea degli agenti marittimi alcune tra le più importanti aziende italiane protagoniste di questo fenomeno. 
VTE Genova il primo caso in Italia di un terminal portuale comprato da una società estera. Nel 1999, dopo cinque anni di gestione FIAT, entrava a far parte della società il colosso del terminalismo marittimo Port Authority di Singapore, PSA, trasformando radicalmente l'infrastruttura fino a renderla il primo terminal portuale italiano.
 
L’esperienza è raccontata, in maniera aneddotica, dall’amministratore delegato del terminal, Gilberto Danesi.Un modo diverso degli stranieri di fare business, diverso dal nostro”. “Oggi al Terminal di Voltri siamo tutti italiani, venti anni fa non era così, perché negli anni c’è stato uno scambio che ha fatto crescere, una totale fiducia reciproca”.
 
VTE dal 1999 ad oggi è cresciuto, passando da 500 mila TEU movimentati ai 1,600 mila TEU dello scorso anno, con un incremento dei volumi del 16,3% rispetto all'anno precedente. 
"Dopo venti anni il socio di Singapore"- spiega Danesi - "è contento perché ha il suo ritorno e sta continuando ad investire".

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