Corsini: L’interesse del governo su Piombino, possibile l’ingresso di Invitalia o Cassa depositi

Stefano Corsini

LIVORNOA chiusura anno e in scadenza di mandato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Stefano Corsini, fa il punto sulle attività svolte nei tre anni e mezzo, guardando alle prospettive future dei due porti del sistema, Livorno e Piombino. L’occasione è l’incontro digitale promosso dall’International Propeller Club Port of Leghorn sotto la guida della presidente Maria Gloria Giani Pollastrini.
«E’ stato complesso omogeinizzare e mettere insieme le attività del sistema che comprende i porti di Livorno e Piombino e quelli delle isole». Prima dell’integrazione, due realtà frutto di sviluppi diversi e gestioni diverse, ad oggi la crescita del sistema è leggibile anche su base occupazionale, i numeri indicano «nuovi ingressi e concorsi in fase di attuazione, con nuovo personale qualificato, giovane e motivato».
La necessità attuale e futura è quindi di avere una visione più a lungo termine, più ampia, sottolinea Corsini, perchè la portualità del sistema è a servizio della Toscana, eccetto il porto di Carrara che comunque svolge la sua funzione.

LIVORNO

«Il porto di Livorno ha potenzialtà di crescita straordinaria» ne è convinto Corsini e il check-up sul fatto e sul da farsi vede: collegamenti ferroviari portuali e retroportuali in parte già realizzati e in parte in corso di realizzazione, l’estensione del porto con l’integrazione dell’Interporto Vespucci un’operazione di aumento di capitale che porterà ad avere «un porto molto più grande, quasi una volta e tre quello che abbiamo adesso» – L’AdSP entrerà nel capitale della società Interporto Vespucci SpA con un‘operazione di ricapitalizzazione per un valore di 6,65 milioni di euro, destinati ad investimenti nell’ambito dell’acquisizione di azioni e attraverso la quale l’AdSP passerà dal 9,59% al 30% delle quote azionarie. Ma è con l’aumento dei fondali della Darsena Europa che il porto potrà guardare al futuro. «per la Darsena ci sono le condizioni per farla, i bandi saranno pubblicati all’inizio dell’anno prossimo».
Senza dimenticare i fondi destinati a Livorno i «160 -200 milioni di euro per interventi che andranno al rifacimento della diga foranea, al dragaggio della Calata Orlando e il completamento del piano regolatore di Piombino».

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«Però il governo punta esclusivamente sui porti di Genova e Trieste», lamenta il presidente – «perchè Livorno diventi la terza gamba del sistema dei maggiori porti nazionale deve realizzare la Darsena Europa è la vera sfida per il futuro». A quel punto potrà essere «porto di backup sulle fragilità territoriali della Liguria, di destinazione dei traffici ro-ro e, quando avrà i fondali, anche dei container».

PIOMBINO

«A Piombino si sta sviluppando una nuova compagine che fa capo all’acciaieria, a supporto di una parte del ciclo dell’acciaio ma dove si prevedono interventi sul punto di vista della logistica e del piano energetico» –  In questa direzione va l’attuale sviluppo di «due-tre concessioni», inoltre il finanziamento che quest’anno ha visto la realizzazione di altri 400 metri di banchina, il cui completamento sarà finanziato dal Recovery fund.
«Quello di Piombino è un modello di sviluppo complesso ma che sta crescendo, stiamo parlando del piano finanziario due volte la settimana, c’è l’interesse del governo con la possibilità che nella compagine sociale entri o Invitalia o Cassa Depositi e Prestiti, se ne sta discutendo»- «E’ l’altro progetto di sviluppo di questo sistema che, si configura come: Livorno porto-commerciale dei container e ro-ro e Piombino: porto industriale dell’industria e della cantieristica e di altre attività ancillari comprese alcune iniziative nel campo del bukeraggio che, speriamo, possano decollare nei prossimi mesi» –

Conclude – «Credo che sia un luogo di grande sviluppo, bisogna essere capaci di seguirè lo sviluppo, abbandonare il terreno sicuro pensando alla crescita dell’economia».

Lucia Nappi

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