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Civitavecchia teme lo scippo delle auto FCA dal porto di Gioia Tauro

di Gaudenzio Parenti

CIVITAVECCHIA – Il presidente dell’AdSP del mar Tirreno Centro-Settentrionale, Francesco Maria Di Majo, ha incontrato i rappresentati della Compagnia Portuale di Civitavecchia e dell’impresa CILP, Enrico Luciani e Massimo Soppelsa. I temi affrontati durante l'incontro sono stati la composizione del Comitato di gestione e la candidatura in questo del sindaco della città, Antonio Cozzolino, che farebbe discutere la compagine portuale, inoltre i continui ritardi amministrativi e il mancato completamento della Trasversale Civitavecchia-Orte. Ma soprattutto motivo centrale dell'incontro, la notizia che Gioia Tauro si prepari a diventare il porto di riferimento per le spedizioni delle auto del gruppo Fca (Fiat Chrysler Automobiles) sui mercati Sud Italia e Nordafrica. Della logistica di questa attività si sta occupando il Gruppo Grimaldi che controlla l'intero flusso delle operazioni dalla sede di fabbricazione delle auto, Melfi, fino al raggiungimento del mercato finale. La preoccupazione degli operatori laziali nasce dal fatto che il porto di Civitavecchia dal 2015 rappresenti l'Hub del Gruppo Grimaldi per l'esportazione delle auto FCA verso il mercato degli Stati Uniti, pertanto sulle banchine temono di vedersi scippare, questo importante traffico, dal porto di Gioia Tauro. Tuttavia secondo le informazioni che circolano nello scalo, Costantino Baldissara, direttore commerciale e della logistica del Gruppo Grimaldi, avrebbe tranquillizzato gli operatori portuali di Civitavecchia specificando che i traffici di auto dirette a Gioia Tauro siano esclusivamente quelli destinati al Sud Italia e al Nord Africa. Tuttavia nello scalo laziale i timori  restano alti.

L’incontro è poi proseguito parlando del fallimento dei cantieri “Privilige” e della necessità di riutilizzo delle aree occupate dai cantieri per lo sviluppo di un Terminal container.

Relativamente all'incontro, Luciani ha commentato: “Abbiamo posto sul tavolo del presidente Di Majo i problemi presenti nel nostro scalo marittimo e l’importanza di avere un Comitato di gestione veramente competente. Non possiamo più permetterci ritardi. Abbiamo espresso la volontà di collaborazione nell’interesse del bene pubblico portuale e siamo pronti ad aiutare la nuova governance”.

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