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Signorini: Porti liguri, connessioni viarie e ferroviarie / Intervista

GENOVA - Intervista al presidente dell'Autorità di Sistema Portuale Mar Ligure Occidentale, Paolo Emilio Signorini (VIDEO) - sul tema delle infrastrutture stradali e ferroviarie di connessione tra i porti liguri e la Svizzera, quale cerniera per il centro Europa.

di Lucia Nappi

L'incontro con il presidente dell'Authority si è svolto a margine del Maiden Call di MSC Grandiosa a Genova, venerdì 22 novembre, quando già il capoluogo ligure si preparava  all’allerta rossa meteorologica, ma ancora non era prevedibile quello che sarebbe successo di lì a poche ore. Il crollo, domenica, del viadotto sulla A6 nel savonese, l’interruzione oltre che su questo tratto autostradale, anche la chiusura, sebbene momentanea, della A26. A poco più di un anno dal crollo del ponte Morandi, a meno di 5 anni dall’alluvione del 2014, le piogge torrenziali cadute tra venerdì 22 e domenica 24 novembre, hanno messo nuovamente in ginocchio alcuni quartieri della città. A fronte di tutti questi avvenimenti, nelle ultime ore, molti interlocutori del mondo del trasporto e della logistica sono intervenuti, parlando di fragilità del sistema infrastrutturale e di isolamento della Liguria e del Piemonte.

Pertanto sebbene nel colloquio che segue non vi sia traccia di questi ultimi eventi, tuttavia, rimane attuale il messaggio del presidente dell'ente portuale che convalida una pianificazione infrastrutturale di medio lungo termine, come unica risposta al rafforzamento del sistema e per uscire dal gap infrastrutturale.

Quale è il rapporto del sistema dei porti liguri e la Svizzera, come gate di transito per le merci tra il Mediterraneo e l'Europa centrale?
"Nel marzo 2018 abbiamo fatto Mare di Svizzera 1 l'altro giorno, abbiamo fatto Mare di Svizzera 2. " - Il riferimento è alle due edizioni del convegno di Lugano organizzato da ASTAG, associazione di quell’autotrasporto svizzero, per fare il punto sullo stato dell’arte delle infrastrutture di connessione Italia-Svizzera ma anche delle aspettative e del sentiment di tanti operatori logistici elvetici nei confronti dell'Italia - "Quello che noi avevamo ipotizzato a marzo 2018 è tutto progredito ha fatto passi avanti" - ha proseguito Signorini - "Per dimostrare anche agli operatori elvetici che quello che avevamo programmato è tutto progredito. Naturalmente ci auguriamo di essere sempre  più veloci, di non avere contrattempi. Credo che siamo stati abbastanza efficaci, come sistema ligure, nel far vedere che lato Diga, lato investimenti ultimo miglio ferroviario, accessibilità stradale viaria, lato dei Terminal, il sistema ligure è in notevole rafforzamento.
Gli svizzeri come era prevedibile hanno un nuovo interesse a essere un luogo di cerniera: tra la merce che arriva dal sud dal Mediterraneo e va ai mercati dell’Europa centrale. Da questo punto di vista le preoccupazioni maggiori della Svizzera non sono lato Italia, ma sono lato Germania, dove gli investimenti di Corridoio sono in ritardo maggiore. L’attenzione degli svizzeri è concentrata lì. Quando avremo terminato gli investimenti di Corridoio, è verosimile che Genova intercetterà una quota dei traffici che dal Far East è diretta ai mercati dell’Europa centrale".

Però mancano ancora infrastrutture ferroviarie determinanti?
«Rispetto a marzo 2018 inauguriamo, a gennaio, il secondo binario ferroviario a Pra, abbiamo in progettazione e in aggiudicazione, nei primi mesi del 2020, la galleria di Molo Nuovo che collega i Terminal di Bettolo e di Sech a Campasso. All’inizio del 2023 avremo il Terzo Valico, abbiamo in aggiudicazione tutti gli interventi di viabilità a Sampierdarena. Questi sono gli indicatori di uno stato di attività e di reattività, è ovvio che sono tutti investimenti che traguardano i mesi e gli anni. Ma alcuni sono già in inaugurazione come la piattaforma di Vado a dicembre. Il messaggio di fondo è far vedere che la locomotiva, tutto il treno sono in marcia e, sono adeguatamente presidiati».

Quindi la Via della Seta aspetterà questi traguardi temporali?
«La Via della Seta non aspetterà, perché i cinesi sono ad esempio azionisti al 49% nel Terminal di Vado che inaugura il 12 dicembre. La Via della Seta è una strategia di medio e lungo termine e una serie di investimenti strategici, anche di immediato orizzonte, che stanno avvenendo».

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