ROMA – Il settore della logistica e dei trasporti si trova oggi ad affrontare uno scenario profondamente diverso rispetto a quello registrato nel corso del 2025. Dopo un anno caratterizzato da segnali di resilienza e crescita, il blocco dello Stretto di Hormuz ha innescato una crisi geopolitica destinata a ridefinire gli equilibri internazionali del commercio e della movimentazione delle merci.
A delineare il nuovo quadro è l’analisi congiunturale realizzata da Confetra sul comparto della logistica, dei trasporti e delle spedizioni, basata sui dati del 2025 e sulle prospettive per il 2026, fortemente influenzate dalle tensioni nell’area del Golfo.
Secondo il rapporto, il deterioramento dello scenario internazionale si è accentuato alla fine di febbraio 2026, con pesanti ripercussioni sui traffici globali. Attraverso lo Stretto di Hormuz transitava infatti circa il 20% del petrolio mondiale, ma oggi il flusso risulta quasi azzerato: il numero delle navi in transito è passato da 84 a sole 7 unità giornaliere, mentre i volumi sono crollati da 3,4 milioni di tonnellate a circa 201 mila.
“I dati raccolti per il 2025 restituivano l’immagine di un comparto capace di assorbire gli shock – ha dichiarato Carlo De Ruvo, presidente di Confetra – tuttavia, l’attuale interruzione dell’approvvigionamento, definita dall’Agenzia Internazionale dell’Energia come la più grande della storia, sta mettendo a dura prova il sistema. Se nel 2025 il trasporto marittimo cresceva del 4,4%, oggi gli operatori devono affrontare noli container aumentati del 20% e un indice del trasporto dry bulk che segna un incremento ben superiore al 100% su base annua.”
Le conseguenze più immediate si stanno registrando nel trasporto aereo merci. Dopo una chiusura del 2025 già negativa, con una flessione del 6,1%, il settore ha subito un ulteriore contraccolpo nel marzo 2026. La necessità di evitare le aree interessate dalla crisi ha imposto rotte alternative più lunghe e costose, determinando un aumento delle tariffe del 38% rispetto al mese precedente.
A incidere in modo significativo è anche il rincaro del jet fuel, che su base annua ha registrato un raddoppio dei prezzi. Le compagnie aeree sono inoltre costrette a caricare maggiori quantità di carburante per coprire tratte più estese, riducendo così lo spazio disponibile per il trasporto delle merci.
Anche il trasporto stradale, che nel 2025 aveva mostrato performance positive con una crescita del traffico nazionale del 6,3%, sta risentendo dell’aumento dei costi energetici. In Italia il prezzo del gasolio ha raggiunto quota 2.045,6 euro ogni 1.000 litri, segnando un incremento del 29% rispetto allo scorso anno.
Considerando che l’energia rappresenta circa il 30% dei costi operativi dell’autotrasporto, l’impatto sulle aziende è già evidente: i costi complessivi del settore risultano aumentati del 9% su base annua. In questo contesto, resta centrale il tema del credito d’imposta, mentre gli operatori attendono ancora il decreto interministeriale previsto per il comparto.
L’analisi di Confetra evidenzia inoltre come l’attuale fase di instabilità stia rallentando anche il percorso di innovazione tecnologica delle imprese. Solo il 6% delle aziende utilizza oggi strumenti di Intelligenza Artificiale, nonostante tali tecnologie possano rappresentare un supporto strategico nella gestione delle rotte e nell’ottimizzazione dei costi in tempo reale.
Un segnale incoraggiante arriva però dagli investimenti nella formazione e nelle competenze digitali: il 51% delle imprese continua infatti a puntare sullo sviluppo del capitale umano come leva per affrontare le trasformazioni del mercato.
“Per il 2026 prevale un clima di estrema cautela – conclude il presidente De Ruvo – nello scenario peggiore, se il conflitto dovesse perdurare, la crescita del PIL potrebbe risultare inferiore di un punto percentuale rispetto alle stime, con un’inflazione superiore di oltre 1,5 punti. In questa fase delicata, la capacità di analizzare i dati e reagire tempestivamente ai mutamenti geopolitici rappresenta l’unica vera difesa per la competitività del sistema logistico nazionale.”















