L’economia del Nord Ovest paga i conti dei ritardi infrastrutturali – Lettera aperta, Giachino

Infrastrutture liguri

Da giorni e giorni arrivare in Liguria per passeggeri e merci è diventato un calvario. Tutti i lavori per la messa in sicurezza di gallerie e viadotti che avrebbero dovuto scattare subito dopo la tragica caduta del Ponte Morandi sono scattati purtroppo solo ora perché a Roma hanno capito che in questi due anni la gente e i trasporti hanno viaggiato senza sicurezza.” – Queste le parole con cui Mino Giachino, presidente di Saimare spa Genova, che in questi anni ha portato avanti il dibattito a sostegno dell’Alta Velocità e del movimento “Si Tav”. Giachino in una lettera aperta scrive a Governo, Confindustria Piemonte e Lombardia e Regione Piemonte e Lombardia. Un appello nel quale si chiede di “non lasciare da sola la Liguria  – dice Giachino – a pagare i ritardi di Autostrade e Governo“.

Lettera aperta

Delle 22 corsie autostradali A e R da e verso la Liguria ne funzionano solo 10. Il nodo di Genova con quello di Bologna sono i punti più difficili della mobilità stradale del Paese. Da vent’anni a Genova si aspettano Terzo Valico e Gronda. La tragica caduta del Ponte Morandi è stata gestita molto bene da Sindaco e Regione che con investimenti e lavori rapidi hanno migliorato la viabilità locale.
L‘avvio in contemporanea dei lavori di sistemazione radicale di viadotti e gallerie autostradale sta causando code e ritardi che vengono pagati dalla economia del Nord Ovest che, dai porti liguri riceve le importazioni e che dai porti liguri si deve arrivare per le esportazioni, vede i tempi e i costi di trasporto aumentare del 50%.
Ora si profila la chiusura totale della A26 e successivamente della A12.
Una soluzione inaccettabile è insostenibile. Aver mescolato discussioni sulle concessioni autostradali e lavori di manutenzione straordinaria e’ stato un errore grave è pesante. L’economia del Nord Ovest debbono pagare i rimorsi di coscienza e i ritardi di Autostrade e Governo?
Faccio rilevare che questa gestione rischia di far perdere traffici ai porti italiani perché i grandi gruppi italiani ed europei non ci impiegano molto a dirottare importazioni ed esportazioni ai porti del Nord Europa.
La incompetenza governativa viene pagata dalla economia nazionale. Mi auguro Pertanto che le Associazioni produttive del Nord Ovest e le Regioni Piemonte e Lombardia si muovano in giornata col Governo“.

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