In arrivo dal Mit 45 milioni per gli interporti – UIR, Gasparato: “Positivo, è un primo passo”

Matteo Gasparato

Roma – Il ministero dei Trasporti ha avviato le procedure per la predisposizione di un bando pubblico per complessivi 45 milioni di euro per il finanziamento di interventi per il completamento della rete nazionale degli Interporti con particolare riferimento al Mezzogiorno – Si tratta del Fondo per gli investimenti e sviluppo infrastrutturale del Paese (2018-2022) che andrà ad agire come cofinanziamento a fondo perduto o con finanza di progetto, il cui contributo dello Stato non può superare il 60% dell’intero importo.

Il finanziamento di interventi di completamento della rete nazionale degli Interporti, con particolare riferimento al Mezzogiorno, è certamente un fatto positivo” – ha commentato Matteo Gasparato, presidente della UIR (Unione Interporti Riuniti), l’associazione che riunisce i 23 interporti italiani – “è un primo passo per una valorizzazione della rete interportuale italiana, quale asset fondamentale del Paese”.

Per l’assegnazione delle risorse è previsto di tenere di conto di alcuni fattori – spiega UIR in una nota:
• coerenza dell’intervento con gli strumenti di pianificazione (“Connettere l’Italia: fabbisogni e progetti di infrastrutture”);
• effetti dell’intervento sotto l’aspetto della sostenibilità ambientale-energetica e dell’intermodalità finalizzata all’eliminazione di “colli di bottiglia” e allo sviluppo della retroportualità;
• opere stradali e ferroviarie finalizzate al potenziamento dell’interconnessione fra hub portuali e interporti, nell’ambito dell’area interportuale;
• fattibilità tecnico economica dell’intervento;
• connessione alla rete TEN-T (Trans-European Networks – Transportation);
• attuabilità del progetto in tempi certi, connessa al grado di maturità e condivisione del progetto (cantierabilità);
• adeguamento fasci di arrivo/partenza, presa/consegna e carico/scarico agli standard europei e conseguente ampliamento dei piazzali, secondo tempistiche coerenti con l’upgrade delle linee afferenti al nodo; elettrificazione di raccordi e/o binari di presa/consegna; interventi sul segnalamento per velocizzare la manovra;

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Nei giorni scorsi Gasparato, anche presidente dell’Interporto di Verona, aveva inviato una lettera alla ministra dei trasporti, Paola De Micheli, in cui aveva chiesto “di mettere mano presto alla Legge di riordino degli interporti, la cui regolamentazione risale a oltre 30 anni fa, anche per non perdere il vantaggio competitivo rispetto agli altri paesi europei”, ed evidenziato anche che “se in piena “pandemia” il sistema della circolazione delle merci non ha collassato lo si deve anche perchè è stato “puntellato” dal network delle strutture intermodali ed interportuali che hanno continuato a garantire l’operatività”.

Oggi, gli interporti italiani complessivamente i dispongono di circa 32 milioni di mq di aree e magazzini al servizio della logistica. Circa 65 milioni sono le tonnellate movimentate, oltre 46.000 i treni partiti/arrivati all’anno. Pur potendo esprimere ancora notevoli potenzialità, la rete interportuale rappresenta oggi in Italia circa il 40 per cento del valore aggiunto rispetto a quello attivato da tutte reti nazionali della logistica, compreso il mare.

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