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Vincenzo Onorato: Non ci sono i presupposti per un fallimento, le Compagnie sono liquide»

MILANO - Vincenzo Onorato, patron di Moby spa e CIN-Tirrenia, torna a scrivere dal proprio profilo Facebook in merito ai presupposti di fallimento:  «le nostre Compagnie sono liquide e quindi vivissime» - scrive l'armatore, passando poi all'attacco riguardo  ad «una forte volontà nemica di farci fallire».

Scrive l'armatore: «Cari Amici, come me state vivendo con ansia le sorti delle nostre Compagnie. I presupposti per un fallimento non ci sono ma una forte volontà nemica di farci fallire, quella si e non da ora. Qualsiasi azienda fallisce per mancanza di liquidità. Abbiamo superato l’attacco di un gruppo di “bond holders “ (coloro che detengono parte del nostro debito) perpetrato a settembre 2019. Abbiamo superato la crisi generata dal COVID, traffici quasi annullati, ed oggi le nostre Compagnie sono liquide e quindi vivissime. Grazie solo alla forza del NOSTRO COMUNE LAVORO, dall’ultimo mozzo sino ai giovani manager».

Conclude Onorato: «Nostro Signore diceva che “niente di nascosto non verrà alla Luce...” Io desidero dare un piccolo contributo raccontandovi la storia di questo attacco, alimentato da una macchina mediatica di fango, ben programmata ed attuata, in azione ormai da due anni che colpisce la mia persona per distruggere le Compagnie.
È una storia lunga, a puntate, che se leggerete certamente non vi annoierà. Farò luce sui mandanti che lavorano nell’ombra e neppure tanto nell’ombra e i nomi degli esecutori di questo che è un vero e proprio delitto perpetrato ai danni del vostro lavoro e siamo circa 6.000 persone.

La vicenda Tirrenia-CIN ha visto la scorsa settimana, il 6 maggio, il Tribunale di Milano, sezione fallimentare, rinviare al 24 maggio prossimo l’istanza di fallimento chiesta dalla procura per l'ex compagnia di stato Tirrenia - in Amministrazione Straordinaria, bad company sotto il controllo del MISE - e del cui marchio è proprietaria Compagnia Italiana di Navigazione (CIN) spa, società che fa capo al gruppo Onorato.
Il rinvio al 24 maggio ha lo scopo di dare più tempo a CIN di trovare un accordo di ristrutturazione del debito, sulla questione si è riunito anche il Tavolo interministeriale, richiesto dall'azienda al governo, per cercare di raggiungere l'intesa finale alla stipula dell'accordo.

La richiesta di fallimento era stata presentata dal pm del Tribunale di Milano, Roberto Fontana, nell’udienza del 15 aprile scorso, la procura aveva indicato un passivo di CIN di circa 200 milioni e debiti scaduti per circa 350-400 milioni, di cui un debito di 180 milioni verso l'amministrazione straordinaria  dell'ex azienda di stato Tirrenia.

 

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