Allargamento del Canale di accesso al porto di Livorno, consegnati i lavori

Maxi appalto da 16 milioni di euro comprensivo dell'intervento di acquaticità della Torre del Marzocco, i cui termini sono fissati a 655 giorni.
Porto Livorno
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LIVORNO – «In poco meno di due anni avremo un porto più competitivo e sicuramente più attrattivo per le compagnie di navigazione. Si tratta di un inizio d’anno che lascia ben sperare per il futuro del nostro scalo portuale, che ha importanti potenzialità di sviluppo anche a prescindere dalla Darsena Europa». E’ il target fissato dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Davide Gariglio, che ha annunciato la consegna dei lavori per l’allargamento del Canale di accesso al porto di Livorno, il cui termine è fissato a 655 giorni. Un maxi appalto da 16 milioni di euro, comprensivo anche l’intervento di acquaticità della Torre del Marzocco, per incrementare gli standard di sicurezza in termini di accessibilità marittima al porto industriale.

Quindi Livorno attende di fare un salto competitivo, non solo grazie al progetto della Darsena Europa, ma come già detto da tempo, la pianificazione per lo sviluppo dello scalo toscano prevede molteplici interventi e opere che ne cambieranno il volto. Tra queste il lungamente atteso ampliamento del Canale di accesso, opera considerata strategica per uno scalo portuale che intende mantenersi competitivo negli anni in attesa dell’attivazione del nuovo terminal container della Darsena Europa che sorgerà sulle due vasche di colmata.

L’allargamento del Canale di accesso è infatti direttamente collegato alla necessità di aumentare gli standard di sicurezza in termini di accessibilità marittima al porto industriale. La questione è centrale per lo scalo perchè ad oggi il Canale attraverso il quale si accede al porto industriale è una sorta di strettoia la cui larghezza, tra le due sponde, è di appena 70 metri. Uno spazio esiguo a fronte di portacontainer di nuova generazione la cui larghezza è oltre i 50 metri.

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Infatti abitualmente fanno ingresso al Canale navi che non superano i 335 metri di lunghezza e i 48 metri di larghezza, portacontainer con capacità fino a 9 mila teu, ma anche dei traghetti ro-ro merci, come le grandi navi ibride di Grimaldi della classe Eco che scalano abitualmente Livorno. Ma inevitabilmente il porto è arrivato al punto che non può più fare eccedere traffici di maggiori dimensioni.

Lavori di acquaticità della Torre del Marzocco

Pertanto la notizia diffusa dall’Autorità di Sistema Portuale della consegna dei lavori di banchinamento di una delle sponde della via navigabile, quella in prossimità della Torre del Marzocco, insieme ai lavori di acquaticità della Torre del Marzocco, rappresenta un punto di svolta per lo scalo che vede fissato un traguardo lungamente atteso.

Una volta realizzato l’arretramento della banchina (la durata dei lavori sulla sponda lato Marzocco è di 475 giorni, mentre altri 180 giorni sono previsti sulla sponda lato Magnale), il Canale sarà quasi raddoppiato e portato a 120 metri di larghezza. Il nuovo banchinamento consentirà, peraltro, la realizzazione dei successivi interventi di dragaggio, che garantiranno l’approfondimento a 13 metri sotto le sponde e a 16 metri in corrispondenza del centro della cunetta navigabile.

Compreso nel maxi appalto — il cui importo si aggira attorno ai 16 milioni di euro — vi è anche il progetto di “acquaticità” della Torre del Marzocco.

L’antica Torre d’avvistamento risalente al XV secolo, da sempre simbolo dello scalo toscano e in termpi più recenti anche suo limite, è alta 54 metri e fu costruita per volontà della famiglia dei Medici dopo l’acquisizione del porto di Livorno dai pisani. Torre che un tempo si ergeva in mezzo al mare, oggi si trova sulla terraferma all’imboccatura dello scalo circondata da gru e container.

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L’intervento prevede inoltre la realizzazione di un bacino idrico attorno al bene storico, che sarà così circondato dall’acqua. Prima di procedere allo scavo definitivo dello specchio acqueo, gli enti competenti potranno eseguire i lavori di restauro conservativo sia del monumento sia delle sue fortificazioni. Il traguardo è rendere questo bene monumentale raggiungibile e visitabile dal pubblico anche via mare.

A definirlo un risultato storico è il presidente Gariglio, che ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno lavorato in questi anni al completamento di un iter procedurale estremamente lungo e complesso, che ha visto i tecnici dell’AdSP redigere sia la progettazione definitiva che curare tutte le attività ambientali necessarie al superamento del vaglio del Ministero dell’Ambiente e di tutti gli altri enti di controllo.

Accesso porto

Un iter complesso anche dal punto di vista ingegneristico, perché subordinato al completamento dei lavori di rimozione e dismissione del fascio tubiero sottomarino di ENI, che attraversava il canale di accesso dello scalo labronico, limitandone il pescaggio e la sezione di navigazione. Come noto, i lavori di taglio degli oleodotti sono iniziati a febbraio 2024 e si sono conclusi a giugno 2025. Con la rimozione dei vecchi tubi e l’interramento di quelli nuovi nel microtunnel realizzato dall’Autorità di Sistema Portuale nel 2023, è diventato dunque possibile procedere con l’apertura del cantiere e con l’affidamento del maxi appalto.

«È soltanto grazie all’impegno di tutti e alla sinergia messa in campo in questi anni da ENI e Port Authority se oggi possiamo traguardare un obiettivo estremamente ambizioso» –  ha concluso il presidente dell’AdSP Gariglio.

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