Confindustria Nautica, cifre record per il settore – “Il governo acceleri il piano di sviluppo”

Salone Nautico

GENOVA – La cantieristica nautica italiana nel 2022 mette a segno un record assoluto di produzione di 7 miliardi di euro, valore mai realizzato in passato pari ad una crescita tra il 15 e il 20% rispetto all’anno precedente – e di export – che traguarda i 3,4 miliardi.

Nel comparto della cantieristica di Superyacht, l’Italia rafforza ulteriormente la propria leadership a livello mondiale, confermandosi al vertice della classifica dei Global Order Book, con 593 unità massimo storico di ordini. E’ questo il valore del settore industriale presentato alla Borsa di Milano nei giorni scorsi.

Forte di tali risultati Confindustria Nautica sollecita il governo chiedendo di accelerare il piano di sviluppo del settore: “Porre il mare e la nautica al centro del dibattito politico è da sempre la nostra mission” – ha commentato il presidente di Confindustria Nautica, Saverio Cecchi.

Molti i dossier ancora aperti nei vari ministeri, spiega l’associazione in una nota, tra questi: il  Regolamento di attuazione al Codice della nautica e il  nuovo titolo professionale del diporto, su questi temi il presidente di Confindustria Nautica incontrerà il vice ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Edoardo Rixi, il 27 aprile. Ma anche molte altre richieste per il sostegno alla filiera produttiva, per le politiche del turismo e portualità, per la formazione e i visti dei marittimi. L’Associazione inoltre si prepara a partecipare ai Tavoli tecnici del Comitato interministeriale per le politiche del mare (CIPOM) istituiti dal ministro del Mare, Nello Musumeci, per la portualità e le vie del mare.

Il presidente di Confindustria Nautica tiene a sottolineare l’impatto del settore sulle economie costiere dell’uso, della manutenzione e dell’ormeggio della barca e quello della spesa turistica del diportista. Una filiera che genera 18.878 unità locali di produzione, per un valore aggiunto di oltre 11 miliardi di euro e più di 187.700 occupati. Per ogni addetto alla produzione del comparto si attivano 9,2 posti di lavoro nella filiera, ogni euro di produzione ne attiva 7,5.

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Ogni 3,8 posti barca genera 1 occupato nell’indotto turistico, per una media di 71 unità per approdo turistico. Ancora più interessante il dato della spesa “turistica” depurata del costo di soggiorno (cioè l’ormeggio per la barca e il pernotto per l’hotel): mediamente il diportista spende il doppio del turista d’albergo.

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