LA SPEZIA – Il futuro dello yachting sarà sempre più sostenibile, la sostenibilità rappresenta oggi una delle principali sfide per il comparto nautico e per l’intera industria marittima. Un tema complesso, destinato a ridefinire progettazione, tecnologie, infrastrutture e modalità operative dei prossimi decenni.
A fare il punto sull’evoluzione del settore è stato Giorgio Gallo, responsabile settore Yachting per Italia, Sud Francia e Spagna di Rina, intervenuto nell’ambito del Blue Design Summit, come moderatore del panel: “A prova di futuro, il design di oggi per i superyachts di domani”
“La sostenibilità è un concetto complesso”
Gallo ha evidenziato come il concetto stesso di sostenibilità sia oggi ampio e articolato: “Il futuro dello yacht in termini di sostenibilità è una parola abbastanza complessa, perché la sostenibilità potrebbe voler dire tutto e probabilmente anche il contrario di tutto”, ha dichiarato.
Secondo il manager di Rina, il dibattito si sta concentrando soprattutto su due aspetti fondamentali: da un lato il tema dei carburanti e della produzione di energia a bordo, dall’altro quello delle infrastrutture necessarie per supportare una nautica sempre più sostenibile.
L’obiettivo è costruire yacht in ambienti produttivi più responsabili dal punto di vista ambientale e consentire alle imbarcazioni di operare all’interno di marine e porti capaci di offrire servizi adeguati alla transizione energetica in corso.
Una trasformazione che guarda al 2040 e al 2050
Gallo ha sottolineato come il percorso verso una nautica più sostenibile richieda necessariamente una visione di lungo periodo: “Oggi la situazione non è sicuramente quella che potevamo attenderci tanti anni fa. Il processo si è un po’ rallentato, però il progresso non si ferma”, ha spiegato.
Nonostante le difficoltà e i tempi di evoluzione più lunghi rispetto alle aspettative iniziali, gli obiettivi internazionali restano chiari: arrivare entro il 2040 e il 2050 a una flotta di navi e yacht più rispettosa dell’ambiente, capace di ridurre consumi ed emissioni grazie all’utilizzo di carburanti alternativi e tecnologie innovative.
Il ruolo strategico delle infrastrutture
Accanto all’evoluzione delle imbarcazioni, un ruolo centrale sarà giocato dalle infrastrutture portuali, chiamate ad adeguarsi alle nuove esigenze energetiche e operative del settore.
Secondo Gallo, porti e marine dovranno necessariamente accompagnare questa trasformazione tecnologica offrendo servizi sempre più avanzati e sostenibili.
Tra gli esempi concreti citati durante il summit emerge quello del cold ironing, tecnologia già in fase di sperimentazione a La Spezia. L’alimentazione elettrica da banchina che consente alle navi attraccate in porto di spegnere i motori collegandosi direttamente alla rete elettrica terrestre, riducendo così emissioni e inquinamento atmosferico. “Immaginate una nave con 6000 passeggeri a bordo che spegne i motori e si collega a una presa da terra che permette di mantenere attivi tutti i servizi necessari per 6000 persone”, ha spiegato Gallo.
Una soluzione che nel comparto delle grandi navi da crociera rappresenta oggi una delle innovazioni più significative sul fronte della sostenibilità.
Tecnologia e investimenti accelerano il cambiamento
Pur riconoscendo la complessità del percorso, Giorgio Gallo ha evidenziato come il settore stia mostrando segnali concreti di crescita e trasformazione.
La tecnologia continua infatti a evolversi rapidamente e gli investimenti nel comparto green marittimo sono in costante aumento. Un elemento che lascia intravedere uno scenario futuro caratterizzato da yacht e navi sempre più efficienti e sostenibili.
“Sono obiettivi molto ambiziosi, però la tecnologia sta progredendo e gli investitori stanno credendo sempre di più in questo settore. Avremo quindi navi e yacht sempre più sostenibili”, ha concluso.
















