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Soren Toft, il NO di MSC alla rotta Artica: «Non anteporre i profitti all'ambiente»

Il blocco del Canale di Suez ha riacceso la discussione sulle rotte alternative per il commercio Asia-Europa - Soren Toft, CEO di MSC, ribadisce con forza la contrarietà del Gruppo - Vietato «anteporre la salvaguardia dell'ambiente artico ai profitti».

La chiusura del Canale di Suez da parte di Ever Given dal 23 al 29 marzo, che avrebbe potuto potenzialmente durare molto più a lungo, ha dato un impulso alla discussione sulle rotte alternative che evitino area di grande strategicità come il Canale di Suez, ma che allo stesso tempo non richiedano tempi di percorrenza nella navigazione, molto più lunghi come di fatto è il passaggio dal Capo di Buona Speranza.

Una di queste soluzioni è la Nortern Sea Route – NSR attraverso l'Artico russo che negli anni ha visto un incremento di attività e di interesse poichè a causa del cambiamento climatico, nei mesi estivi, questa rotta si presenta priva di ghiaccio, e secondo gli studi riguardanti i cambiamenti climatici in atto, nel 2050 tale rotta sarà “libera dai ghiacci” e navigabile tutto l’anno.

Leggi anche Quali alternative a Suez? La rotta Artica, opportunità e fragilità ambientale

Il progetto Yamal LNG nell'estremo nord della Russia ha comportato l'avvio di transiti regolari da parte di navi rompighiaccio nei mesi estivi tra Yamal e il nord-est asiatico, queste al momento sono navi di piccole e medie dimensioni, ben lontane dalle portacontainer extra large che i liner globali hanno schierato sulle rotte di container del commercio tra Asia e Europa.

Sul tema è intervenuto Soren Toft, CEO di MSC Mediterranean Shipping Line, secondo vettore globale, ribadendo la propria posizione di contrarietà sullo sfruttamento della rotta Artica a lungo raggio, specificando che la compagnia raddoppia la propria  volontà di «evitare la NSR, compresi i passaggi a nord-est e nord-ovest per motivi ambientali» - «In quanto azienda responsabile, questa è stata una decisione  per noi ovvia» ha commentato il  CEO di MSC.

«MSC non cercherà di rompere il ghiaccio già in fase di scioglimento dell'Artico per trovare una nuova rotta per la navigazione commerciale e ritengo che questa sia una posizione che l'intera industria marittima deve adottare. Alcuni dei nostri colleghi hanno già preso lo stesso impegno per anteporre la salvaguardia dell'ambiente artico ai profitti».

«La rotta del Mare del Nord non è né una soluzione rapida per le attuali sfide del mercato, né una valida strategia a lungo termine», ha affermato Toft.

L'uso più diffuso dell'NSR aumenterebbe le emissioni di carbonio in una regione ecologicamente sensibile, nonché il rischio di incidenti di navigazione, fuoriuscite di carburante, qualità dell'aria e alterazione dell'equilibrio ecologico e della biodiversità della regione.

Considerando inoltre che tale rotta necessiterebbe di un  incremento di infrastrutture portuali: "Tentare di aprire nuove rotte di navigazione che sfiorino la calotta polare suona come l'ambizione ignorante di un esploratore del XVIII secolo, quando oggi sappiamo che ciò comporterebbe gravi rischi per gli esseri umani e molte altre specie in quella regione, oltre a peggiorare l'impatto del trasporto marittimo a causa del cambiamento climatico ", ha affermato Bud Darr, vice presidente per la politica marittima e gli affari governativi del Gruppo MSC.

MSC è impegnata dal 2019 a non sviluppare rotte marittime artiche,  impegni simili sono stati presi anche dai vettori globali del trasporto marittimo di container  CMA CGM e Hapag-Lloyd.

 

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