RifLine Group estende il proprio network nel Mediterraneo e in Asia

RifLine Group: "Più che quadruplicati i volumi sulle rotte dell’Est" il gruppo logistico valua l’inserimento di nuove navi per avere maggiori volumi e rispondere alle sempre maggiori richieste dei clienti.
Kalypso

Il settore della logistica cambia pelle, anche sulla spinta degli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, e attraversa una vera e propria rivoluzione post pandemia da Covid-19. In particolare, l’andamento dei noli e le sempre maggiori richieste dei clienti tra Asia ed Europa stanno favorendo la nascita e la crescita di armatori sempre più agili che riescono ad offrire tempi di viaggio reali competitivi. Lo spiega in una nota RifLine Group, azienda italiana di logistica internazionale leader nel settore, parlando della crescita sorprendente del gruppo e dello sviluppo della compagnie di navigazione che è parte del gruppo Kalypso, unica compagnia di navigazione interamente italiana impegnata nei servizi a lungo raggio da e per il Far East e gli Stati Uniti.

Stiamo estendendo il nostro network sia nel Mediterraneo che in Asia, per poter avere maggiori volumi viste le continue richieste da parte dei nostri clienti – spiega Francesco Isola, ceo e founder di RifLine – In particolare, abbiamo aumentato la nostra capacità di stiva dall’Asia. Quando abbiamo iniziato nel 2021 avevamo sulla rotta asiatica due navi che effettuavano servizio con una capacità di 1100 TEU ciascuno, oggi queste rotte vengono percorse da ben quattro navi che hanno la capacità media di 2500 TEU. Valutiamo – sottolinea il ceo – l’inserimento di nuove navi per aumentare la frequenza del servizio. Abbiamo, in pratica, più che quadruplicato i volumi”.

Francesco Isola Kalypso
Francesco Isola, ceo e founder di RifLine

RifLine, nello specifico, è passata da circa 15mila TEU l’anno a oltre 50mila nel solo 2023, “L’obiettivo nei prossimi anni – annuncia Isola – sarà quello di raggiungere i 100mila TEU trasportati sulle rotte del Far East. In particolare, il Bangladesh rimane un mercato fondamentale su cui siamo protagonisti con transit time più bassi rispetto a quelli che possono offrire i nostri competitors”.

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Il calo di prezzo dei noli marittimi e la diminuzione dei volumi di container trasportati negli ultimi anni non ha, comunque, fermato la crescita dell’azienda che ora punta a realizzare una blue economy pienamente sostenibile.

“Il 2022 è stato un anno in chiaroscuro. Nonostante ciò – annuncia il Ceo – l’azienda si aspetta di chiudere con oltre 200 milioni di euro di ricavi e con un utile di circa 4 milioni di euro. E per il 2023 ci aspettiamo un sostanziale aumento di volumi che avevamo registrato già nel 2022 e che è continuato nel corso del 2023. Per i prossimi anni la nostra sfida principale è legata agli interventi ambientali per ottimizzare e ridurre i consumi e adeguarsi alle nuove normative”.

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