Ignazio Messina: “Guardiamo al futuro senza diventare schiavi della tecnologia”

Ignazio Messina
di Lucia Nappi
 
GENOVA – Guardare al futuro ma senza diventare schiavi della tecnologia, non sostituire i posti di lavoro solo con l’automazione e preservare il lavoro sviluppando le tecnologie. Questo l’appello che Ignazio Messina – amministratore delegato della società di famiglia Ignazio Messina & C. Spa e vice presidente del gruppo Messina Spa-, ha rivolto alla platea del Propeller Club di Genova riunitosi per il Blue Economy Summit.
 
Un messaggio pensando alle generazioni future: “La tecnologia ha creato delle velocità che negli ultimi dieci anni hanno preso il sopravvento sulla nostra capacità di reazione e soprattutto sul territorio” – “Bisogna dire ai ragazzi di studiare qualcosa di differente, abbiamo il dovere di interpretare quello che la tecnologia ci può riservare per un mondo migliore.“
Secondo l’armatore affidarsi completamente nelle mani della tecnologia e, da questa farsi governare, comporta gravi rischi: “abbiamo il dovere di preservare i posto di lavoro, ma anche di sviluppare le tecnologie”.  
 
La crescente sinergia con MSC
Lo stesso processo di rinnovamento che vede impegnato il Gruppo Messina nella recente sinergia con MSC. La compagnia ginevrina e il gruppo Messina sono infatti impegnati da febbraio 2017 (data della firma del primo accordo di massima) in una trattativa che dovrebbe portare la società fondata da Gianluigi Aponte a rilevare il 49% del gruppo genovese.  Di qui l’arrivo, da settembre scorso, dei nuovi traffici MSC al Terminal genovese IMT  (Intermodal Marine Terminal) del Gruppo Messina. Poi all’inizio di aprile di quest’anno, la partenza del servizio settimanale di MSC “Thyrrenium” per collegare il Terminal IMT con le principali destinazioni del Mediterraneo Occidentale e, via Gioia Tauro, con il Medio Oriente.
 
IMT Terminal
Da un processo di innovazione tecnologica è coinvolto anche il Terminal IMT con i previsti investimenti: in hardware (9 stacker, 20 motrici, 16 trailer cornerless, 2 ulteriori spreader per fuorisagoma, upgrade delle gru di banchina) ma anche con il potenziamento degli organici, attraverso l’ingresso nell’operativo di banchina di nuovi 16 giovani lavoratori entro la prima metà dell’anno, per far fronte all’incremento di traffico.
 
Genova centro della Blue Economy
Messina, rivolto alla platea del Propeller Club, intravede quindi la possibilità per Genova di diventare centro della Blue Economy, con lo sviluppo delle professionalità e dei servizi collaterali che l’economia del mare richiede.
L’armatore conclude quindi con un appello alla città, a candidarsi a diventare una sorta di ZMS (Zona Marittima Speciale)una realtà che possa avere agevolazioni come altri paesi europei, come in Inghilterra prima della Brexit.” – “ Chi ce lo impedisce? Sta a noi governare questi processi Non dobbiamo pensare che ci pensi qualcun altro. Dobbiamo dominare la burocrazia per sviluppare il territorio in maniera civile anche rispetto alle esigenze della città. Ci dobbiamo far conoscere dalla città che di deve anche voler conoscere perché è tutta occupazione e sono tutti posti di lavoro.”
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