Hapag Lloyd, Jansen fa il punto su: traffici, carenza container, congestione porti

Rolf Habben Jansen

AMBURGO – Rolf Habben Jansen, ceo del liner tedesco Hapag Lloyd,  in una lettera fa il punto della situazione degli ultimi mesi. Lo sviluppo dei traffici, la ripresa inaspettata della domanda e la diminuzione della produzione di container. Strategie e obiettivi per ottimizzare capacità e servizi della compagnia alle prese con le principali dinamiche del trasporto globale marittimo di container: dalla carenza di container e congestione dei traffici nei porti. 

«Stiamo ancora affrontando molti colli di bottiglia nella catena logistica»-  dice il manager- «Negli ultimi mesi i liner globali  del trasporto marittimo di container, ma anche i fornitori di servizi logistici, hanno registrato una forte ripresa della domanda, superando di gran lunga le previsioni per quantio riguarda i volumi. Una ripresa significativa che è stata inizialmente guidata da un aumento della domanda  sulle rotte degli Stati Uniti e del Transpacifico, seguita successivamente dalle altre rotte commerciali.

Il 2020
«Hapag-Lloyd ha reagito e ha ripristinato partenze e capacità, da ottobre 2020 la capacità settimanale è stata ripristinata nella stragrande maggioranza dei traffici e in alcuni traffici la capacità è stata addirittura in crescita del 10% rispetto all’anno precedente. La ripresa inaspettata della domanda e la diminuzione della produzione di container ha portato alla significativa carenza dei contenitori.

La carenza di container – Riguardo a questo aspetto la strategia di Hapag-Lloyd, spiega Jansen, è stata quella di giocare in anticipo facendo scorta di container già dal mese di maggio dello scorso anno. Nel 2020 il liner ha aumentato di circa 300 mila teu i container, strategia che sarà attuata per tutto il primo trimestre di quest’anno. Questo  ha dato fino ad oggi respiro alla compagnia anche se in maniera limitata: «poiché i container girano con molta lentezza rispetto alla normalità e questo continua a causare ritardi nei porti. Inoltre la pandemia ha causato la diminuzione della manodopera sulle banchine e l’interruzione del ciclo di lavoro creando strozzature interne nei porti aggravando la situazione».

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La congestione dei porti: Negli scali asiatici e nord americani, ma anche in altri porti dove i tempi di attesa sono molto più lunghi rispetto alla normalità, si arriva a superare anche una settimana di ritardo per l’accesso in porto e lo svolgimento delle normali operazioni di carico e scarico della merce

Mercato del nolo marittimo saturo: «Mentre nel passato siamo sempre stati in grado di reagire alla congestione dei porti  aggiungendo navi per assicurare la puntualità del servizio settimanale» – spiega – «questo attualmente è possibile solo limitatamente, nonostante si stia utilizzando al completo la nostra flotta anche al limite della capacità».  Infatti nonostante tutte le unità della flotta siano operative rende tutto più complesso la saturazione del mercato del nolo marittimo.

Il programma delle navi: «Stiamo implementando un piano completo di recupero del programma per riportare le navi nelle posizioni previste. Ciò comporterà che alcuni servizi non effettueranno la navigazione per una o due settimane. È importante sottolineare che le navi non saranno mai al minimo del carico e che effettueremo il maggior numero di viaggi possibile» – conclude pertanto il manager – «Hapag-Lloyd riceve attualmente molte più prenotazioni di quanto sia la nostra disponibilità, questo causa anche ritardi nelle conferme delle prenotazioni, e nella lavorazione del carico» – «Stiamo lavorando 24 ore al giorno per rendere più veloce possibile il processo di prenotazione».

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