“Green Shipping: a Maritime puzzle”, iniziativa Propeller Club Port of Venice

Nave portacontainer

“Green Shipping: a Maritime puzzle”   – Spaccato sulle molteplici soluzioni tecnologiche – è il tema del workshop promosso dal Propeller Club Port of Venice in collaborazione con il Lloyd’s Register in programma giovedì 7 marzo ore 17.00 – presso l’Hotel Belstay, Rotonda Romea, Venezia – Mestre. Sarà possibile partecipare anche da remoto al link https://meet.goto.com/842187173

Il workshops si pone come momento di riflessione in una fase cruciale per la storia del settore marittimo. Parteciperanno al dibattito i principali rappresentanti del settore: MSC Cruise, MAN Energy Solutions, Lloyd’s Register, con il contributo dell’Università di Trieste sul tema delle nuove tecnologie e dei nuovi modelli di costo dell’asset nave, derivanti dall’applicazione dei nuovi regolamenti green.

La domanda futura di carburanti low carbon nel trasporto marittimo è un elemento chiave, più che in altri settori in quanto è evidente che il mondo dello shipping si è dato un ruolo fondamentale nella transizione energetica e i regolamenti europei e internazionali, già introdotti o annunciati, ne sono la prova.

L’analisi delle proiezioni della domanda e dell’offerta dei combustibili puliti, attualmente identificati come più promettenti, evidenzia anche la necessità di un cambiamento radicale delle pratiche e delle strategie di approvvigionamento finora applicate.
Gli scenari futuri sui nuovi combustibili prevedono due pathways: uno basato sull’idrogeno (e-fuels) e uno sui biocarburanti.

Secondo alcuni studi l’e-ammoniaca e il biometano liquefatto (bio o sintetico) potrebbero diventare i carburanti dominanti nel rispetto della traiettoria di decarbonizzazione definita con la MEPC 80.

Il pathway del metanolo, che recentemente è stato supportato dai molti ordini di navi dual fuel, potrebbe (ed il condizionale è d’obbligo) trovare ostacoli in futuro a causa delle quantità limitate disponibili (il trasporto marittimo potrebbe essere in competizione con altri settori) e dei costi di produzione più elevati.

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Sulla base dei nuovi regolamenti (ad esempio FEUM and IMO GFS) quando si parla di combustibili alternativi non si deve fare riferimento solo alla molecola del combustibile (ossia ai GHG emessi dopo la combustione), ma anche al suo colore (grey, blue, pink, green), che caratterizza l’impatto in termini di GHG dell’intero ciclo di produzione, trasporto e stoccaggio del combustibile stesso.

In definitiva le opzioni sul tavolo sono molte e il futuro nel medio- lungo termine vedrà il trasporto marittimo caratterizzato da un mix di combustibili diversi, che richiederà da parte degli operatori la capacità di progettare e programmare la gestione delle flotta in modo da evitare la lotta per la stessa molecola; inoltre anche il modello di gestione costi dell’asset nave dovrà evolversi in un nuovo concetto di Total Cost of Ownership, che dovrà tener conto anche dei costi di non compliance ai parametri via via sempre più stringenti e delle spese legate all’adeguamento tecnologico delle navi esistenti.

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