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Delrio: E' finita l'era del camion, è iniziata quella della ferrovia

di Lucia Nappi

RAVENNA- Il governo ha messo 27 miliardi di euro sulla ferrovia negli ultimi tre anni, molti dei quali nel potenziamento della sicurezza della rete ferroviaria e nell'introduzione della rete ferroviaria nei porti”. Lo dice il ministro Graziano Delrio intervenuto a Ravenna alla 68° Assemblea Generale di Federagenti. Una linea netta e chiara che individua nella cura del ferro la strategia dello sviluppo economico e commerciale del nostro paese, secondo una visione in cui “il sistema mare e la logistica insieme sono una risorsa straordinaria per lo sviluppo dell'economia, del lavoro e dell'occupazione del paese”.

Sulla politica Europea il ministro si sofferma sottolineando che l'Italia è riuscita a difendere la regolazione degli aiuti di Stato non come una penalizzazione: "In Europa gli stati che hanno un demanio e che hanno bisogno di connessione di ultimo miglio stradale senza dover fare procedure e notifiche sugli aiuti di stato. Una battaglia molto importante che l'Italia ha vinto".

Una posizione netta quella del ministro riguardo alle Autostrade del mare che non possono essere escluse dai finanziamenti europei, ma devono essere considerate come come collegamenti interni allo stato marino, questa dell'Europa secondo Delrio è una posizione sbagliata: "Abbiamo bisogno di continuare a incentivare questo traffico interno (le Autostrade del mare) non voglio più camion sopra i 500 km, si usa la nave, poi la ferrovia perché dobbiamo trasferire in termini modali buona parte della merce su ferrovia ". "I ministri europei ci dicono voi siete il grande molo dell'Europa, ma non vogliamo essere invasi dai camion. Abbiamo provvedimenti che favoriscono, dal punto di vista fiscale, il pagamento di tasse basse sulle merci via ferro e di aumentare i pedaggi sulle parti via gomma. Siamo competitivi solo se questo punto viene abbracciato". Poi Delrio elenca tutti i porti su cui gli interventi di ultimo miglio ferroviario sono già stati eseguiti o sono in corso di esecuzione “Abbiamo fatto Livorno, Taranto, l'ultimo miglio ferroviario a Gioia Tauro, Brindisi, abbiamo finanziato Trieste, Genova e La Spezia”.

Possiamo convincere i cinesi

Argomento di grande attenzione riguarda gli interessi degli investitori cinesi nel Mediterraneo ed il collegamento logistico che il governo cinese intende costruire come grande cooperazione internazionale. Come sottolineato da Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti, nell'apertura dell'Assemblea, quella che inizialmente il governo cinese chiamava “Via della Seta”, la cui denominazione è stata trasformata in seguito due volte da “One Belt One Road” all'ultima definizione che è stata cambiata lo scorso anno con: “The belt and the road initiative for international cooperation”.

Siamo un paese che deve vendere un prodotto, possiamo convincere i cinesi ma non facciamo entrare il cliente dal retrobottega, facciamo vedere la vetrina”. La vetrina che da lustro all'Italia a detta di Delrio è costituita dall'altissima professionalità dei servizi tecnico-nautici e degli operatori del porti ma non in ultimo “dall'altissima professionalità della nostra Guarda Costiera a cui abbiamo ridato la terza stella perché se la meritava” In risposta alla proposta di Duci di candidare la Capitaneria di Porto al Nobel per la pace 2018, il ministro risponde: “Il nobel per la pace non so se riusciremo a darglielo, ma hanno da parte nostra tutta la stima e l'affetto. Il motto dei ragazzi che partono per le missioni è -Anche oggi si dorme domani-

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