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Crisi Ucraina e logistica - Maersk sospende il servizio per Azov, seguirà un effetto domino?

COPENAGHEN - Maersk sta sospendendo il servizio di trasporto marittimo per il porto di Azov in Russia. Per quanto riguarda i traffici marittimi verso la Russia, questi saranno diretti verso lo scalo di Novorossiysk sulla costa del Mar Nero, che è comunque un porto di maggiori dimensioni.

Di per sé questo non sarebbe una modifica importante, tuttavia va letta alla luce delle tensioni geopolitiche internazionali sulla crisi Mosca-Kiev, con i venti di guerra su cui spirano le annunciate esercitazioni navali  russe con il dispiego di 140 navi da guerra nei mari Mediterraneo, Mare del Nord, Mare di Okhotsk, Atlantico nord-orientale e  Pacifico. 

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Il porto di Azov

Dal punto di vista logistico l'accesso al Mar di Azov avviene attraverso lo stretto di Kerch, situato tra la Russia continentale e la penisola di Crimea (anch'essa sotto il controllo russo).

Mariupol è la principale città portuale ucraina situata all'interno del Mar di Azov, quindi se le attuali tensioni tra Russia e Ucraina dovessero peggiorare ulteriormente, così come sembra, è molto probabile che questo coinvolgerà direttamente il Mar di Azov e l'accesso attraverso lo Stretto di Kerch.

Secondo gli analisti di shipping è intuibile che Maersk stia adottando "misure di gestione del rischio" per impedire che le proprie linee marittime siano coinvolte in qualsiasi escalation di tensioni politiche e militari nel Mar d'Azov. Naturalmente Maersk annunciando la sospensione dei servizi per Azov, non ne ha dichiarate le motivazioni, rimane questa una deduzione.

E' inoltre immaginabile che altri vettori marittimi potrebbero seguire l'esempio dell'operatore numero due del mondo, causando pertanto un effetto domino sulla catena logistica. Effetto al quale gli spedizionieri, che utilizzano anche altre linee di navigazione oltre a Maersk in questo specchio d'acqua, si dovranno preparare rivedendo la propria catena di approvvigionamento.

Lucia Nappi
 

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