Confitarma, Zanetti presenta le strategie di mandato: “Suez, rendere il tratto più sicuro possibile”

Confitarma Vertici

ROMA – “Media Day” di Confitarma nella sede romana di Palazzo Borghese, primo incontro ufficiale con la stampa del neo presidente della Confederazione nazionale degli armatori italiani, Mario Zanetti, insieme al direttore generale, Luca Sisto e alla squadra dei quattro vice presidenti: Mariella Amoretti, Cesare d’Amico, Guido Grimaldi, Lorenzo Matacena.

Una mattinata dedicata al confronto con la stampa, nella affrescata sala del Consiglio intitolata ad Antonio D’Amico, incontro che già nella formula “Media Day” ha voluto esprimere una “rinnovata comunicazione” del vertice, lo ha sottolineato il direttore Sisto.

Iniziativa per presentare il programma e le priorità di mandato della Confederazione che, oggi, è l’espressione associativa di 156 imprese, per una flotta di 771 navi e 11,9 milioni di tonnellate di stazza lorda.

Priorità di mandato che sono al tempo stesso le “priorità dello shipping italiano” ha spiegato in apertura il presidente Zanetti – perché la Confederazione con i suoi 123 anni di storia “rappresenta circa il 70% dell’armamento italiano e tutte le tipologie di business dello shipping”. E di cui la stessa squadra dei vice presidenti è espressione nelle varie anime dello shipping italiano”.

“Favorire la competitività dello shipping italiano e pertanto dell’economia nazionale, tra tradizione e innovazione “sfide di sempre e sfide sempre nuove” di player che operano nell’ambito dei traffici globali. In un settore, quello del trasporto marittimo che in Italia vale 10 miliardi di valore aggiunto, ed è parte dell’ampio comparto dell’economia del mare che di miliardi ne vale ben 50.

4 temi

Un programma che si riassume in 4 temi: Adeguamento normativo e amministrativo – Green transition – Capitale umano e formazione – Sicurezza.
Temi introdotti dal presidente e ripresi nel dettaglio dai vice presidenti nell’ambito, ciascuno, della propria delega.

Ecco in sintesi i principali aspetti affrontati:

ADEGUAMENTO NORMATIVO:

Sul tema dell’adeguamento normativo e amministrativo Zanetti ha espresso l’esigenza di una modernizzazione normativa, amministrativa e di digitalizzazione, soprattutto nell’attuale momento che vede l’estensione dei benefici del Registro Internazionale anche alle bandiere comunitarie, per cui si è necessario “rendere la nostra bandiera più competitiva” – ha ricordato “da qualche settimana lavoriamo in un ambito di estensione dei benefici del Registro Internazionale” – “Fondamentale che le regole applicabili alla bandiera italiana siano applicate in un ambito europeo”.

Ddl Malan
“Il nostro codice della navigazione ha oltre 80 anni, abbiamo un ambito burocratico che deve guardare a semplificazione e digitalizzazione ad un lavoro a più mani con il legislatore” –ha precisato Zanetti, auspicando ad una “rapida approvazione del Disegno di Legge Malan che aiuterà in questo senso” – il disegno di legge in discussione al Senato su Ordinamento amministrativo della navigazione e del lavoro marittimo.
Sull’argomento è intervenuta la vice presidente Mariella Amoretti con delega al bilancio e all’organizzazione interna, presidente pro-tempore da novembre a dicembre scorso, dal termine del mandato di Mario Mattioli nel percorso non immediato dalla designazione e quindi all’elezione del nuovo presidente: “Ho avuto il piacere di vedere realizzato il decreto dell’iscrizione del Registro Internazionale” – ha detto Amoretti – “Si tratta di una rivoluzione nel settore che rappresenta un forte vettore di competitività per l’industria dei trasporti marittimi nazionale, voluto dall’Ue”.

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GREEN TRANSITION

Le risorse finanziarie private, da sole, non sono sufficienti a sostenere, ricerca e innovazione per lo shipping per rispondere alle importantissime sfide della decarbonizzazione. È necessario che l’Italia, come gli altri Paesi marittimi, sostenga le sue imprese in questo sforzo – ha specificato il presidente di Confitarma.
L’inclusione del trasporto marittimo nel sistema ETS rischia di affossare la competitività del settore. Bisogna agire subito.
Riguardo al Decreto Flotte “Dobbiamo continuare a lavorare tutti insieme per cercare una soluzione a una impasse evidente. Per questo abbiamo aperto un tavolo di lavoro con Fincantieri per individuare le migliori soluzioni per utilizzare le risorse disponibili – si tratta quindi “di aprire un dialogo per capire se ci sono le condizioni per gli accordi economici”. Ha commentato Zanetti.
Per poi specificare successivamente di non attendere un ulteriore intervento dal pubblico: “c’è un ruolo del Decreto Flotte che non ci aspettiamo che copra, perché deve andare a supportare investimenti”.

Tema su cui il vice presidente Guido Grimaldi, con delega al marketing associativo, è entrato a gamba tesa: “Il fatto che siano stati utilizzati e assegnati solo il 15% delle risorse” – ha detto Grimaldi – “non significa che non ci sia interesse da parte degli armatori italiani nel non volere utilizzare questi fondi. Sono fondi importanti e preziosi, ma i cantieri europei non risultano competitivi quindi non riescono ad assecondare le nostre richieste”.

Una partita quindi che rimane aperta e per la quale si guarda al dialogo. Un incontro con Fincantieri è già avvenuto, altri incontri sono previsti a breve: “per far comprendere l’importanza di utilizzare questi fondi, come per esempio nell’attività del refitting”.

ETS, Confitarma da tempo ha espresso la propria contrarietà, Grimaldi ha ribadito come questa “iper tassazione a danno degli armatori” vada ad impattare soprattutto sui settori: traghetti, crociere e ro-ro, cabotaggio, traffico insulare e autostrade del mare.
“Un impatto violentissimo” – ha detto – “che il primo anno sarà di circa 200 milioni per arrivare ad avere un impatto di 500 milioni nel 2026. Valore che può aumentare perché sulla base delle allowances dello scorso anno. “L’ETS agisce solo sul 7% dei consumi globali essendo una tassa che va a massacrare gli armatori europei, quindi una tassa regionale”.
Auspicabile da parte di Confitarma, pertanto, e come proposto anche dagli armatori mondiali – ICS – la creazione di un fondo globale, alimentato attraverso una fee su tutte le emissioni prodotte a livello mondiale, da cui attingere per premiare gli armatori, quindi per l’utilizzo di nuove tecnologie per arrivare alla totale decarbonizzazione.

CAPITALE UMANO E FORMAZIONE
Sul tema del capitale umano e della formazione, il presidente di Confitarma ha spiegato come il lavoro marittimo rappresenti una componente preziosa e fondamentale delle imprese di navigazione. “Stiamo vivendo una fase di carenza di personale ed è prioritario portare avanti il lavoro di semplificazione e aggiornamento della normativa che disciplina l’accesso alle professioni del mare”. Così come proseguire nel percorso di valorizzazione delle opportunità occupazionali che l’Economia del Mare offre, già a partire dalle scuole.

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SICUREZZA
La sicurezza della navigazione quale elemento per la competitività dell’industria dei trasporti marittimi e del Paese, quale visione del presidente di Confitarma. Fattore ancora più evidente oggi nella delicata situazione del Mar Rosso. Crisi che rischia di avere ripercussioni a livello macro e micro economico e molto importanti.
Fondamentale il ruolo della Marina Militare e del Governo italiano che hanno accolto con immediata tempestività l’appello di Confitarma e degli armatori inviando prima la Nave Fasan e ora la Nave Martinengo nell’area”.

Mar Rosso
A questo proposito l’intervento del vice presidente Cesare D’Amico, con delega alla cyber/maritime security, ha fatto luce sulle strategie nei confronti della crisi in Mar Rosso. La Confederazione per il problema della pirateria marittima “ha già fatto un lungo lavoro in passato che oggi torna ad essere utile” – ha spiegato D’Amico con la creazione di una cabina di regia che ha permesso, al momento in cui la situazione in Mar Rosso si è fatta grave, di trovare le istituzioni e il Governo pronti ad intervenire, dando la possibilità alla Marina militare di presidiare la zona. “Questo ha permesso a diverse navi di interesse italiano di transitare in sicurezza”.

D’Amico ha sottolineato di “vedere con favore la nuova iniziativa di forze che saranno presenti nell’area e che permetterà di riprendere i transiti in maniera più sicura e meno incerta”. Mentre l’intensificarsi degli attacchi americani e inglesi: “hanno creato maggiore incertezza e pericolo e la situazione non ci rasserena”.

Sull’aspetto di criticità insita nel passaggio di Suez, tale che questo possa diventare non più transitabile, tema che riprenderemo più dettagliatamente in un prossimo articolo, D’Amico ha spiegato che c’è una presa di coscienza anche a livello europeo della criticità di Suez e del rischio che possa diventare non più transitabile.

Ma dall’infrastruttura passa il 44% dell’export d’Italia, per un valore di 150 miliardi si pensa che l’industria del legname italiana da sola costituisce solo il 14% dei passaggi attraverso Suez. “Mi auguro che si vada a trovare una soluzione” – ha sottolineato – “Stiamo cercando di rendere il tratto di mare più sicuro possibile”.

In conclusione un tema inevitabilmente sollecitato dalle domande della stampa: se ci sia la possibilità di una riunificazione fra le due associazioni, Confitarma e Assarmatori, su cui Zanetti è stato chiaro: “Ci sono due associazioni che in questo momento rappresentano due modi diversi di vedere l’associazionismo. Quello su cui noi crediamo è di dover lavorare e di creare posizioni comuni per fare fronte comune su temi rilevanti per il settore”.

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