Confitarma, Mattioli: “Deburocratizzare per vincere la sfida della competizione”

Confitarma Mattioli

Assemblea annuale di Confitarma a Roma, il presidente Mario Mattioli muove precise richieste al Governo, la prima riguarda la sfida alla deburocratizzazione. La burocrazia grava su ogni nave tra i “40 mila e i 100 mila euro l’anno” costi che le flotte comunitarie concorrenti  non devono sostenere.

di Lucia Nappi

ROMA – Si è conclusa l’Assemblea pubblica di Confitarma svolta a Roma – “Giornata molto importante” per la Confederazione degli armatori italiani, massima soddisfazione dichiarata dal presidente Mario Mattioli e “massima partecipazione da parte del Governo che ha dato risposte forti, come mai negli anni passati, che ha avuto importanti manifestazioni riguardo alle problematiche del settore”. Queste le dichiarazioni del presidente Mattioli a conclusione dell’Assemblea.

Infatti a sedere sul palco dell’Auditorium della Tecnica, sede romana di Confindustria, è un’ampia rappresentanza governativa, i due ministri di riferimento del settore: Paola De Micheli Infrastrutture e Trasporti, Sergio Costa Ambiente e Tutela del mare e il sottosegretario di stato Manlio Di Stefano ministero degli Affari esteri. E poi l’arrivo del premier Giuseppe Conte, partecipazione non annunciata ad effetto sorpresa, la cui presenza sottolinea la vicinanza del Governo al settore dello shipping e al cluster marittimo in genere. A moderare gli interventi il direttore generale di Confindustria, Paolo Mieli.

Protagonista di non minore importanza è il pubblico che affolla l’Auditorium, Confitarma Pubblico Confitarma, Mattioli: "Deburocratizzare per vincere la sfida della competizione"tempio confindustriale nel quartiere EUR, dove prendono posto i molti armatori e l’ampia rappresentanza del cluster marittimo. Le personalità, i vertici e i rappresentanti della Marina Militare e delle Capitanerie di porto, delle Autorità di Sistema portuale, i presidenti delle associazioni di categoria, il mondo dell’Università e della ricerca, professori, avvocati, professionisti, rappresentanti di paesi esteri, il presidente di Anas Claudio Gemme, il presidente del Cnel Tiziano Treu, l’ex ministro Maria Elena Boschi, il premier albanese Edi Rama.
In un certo senso potremmo dire “tutti presenti”, se non fosse che a mancare è l’altra parte del mondo armatoriale, la “costola mancante” per scissione.

Inizia così l’Assemblea e parte l’inno nazionale. Tutti in piedi ad ascoltare l’inno che va avanti a doppia strofa quindi piú lungo, doppia sottolineatura di appartenenza al tricolore.

Paola De Micheli, al suo 52° giorno da ministro, centra subito il problema del settore marittimo: “da ministro dei Trasporti le domande che mi vengono fatte riguardano quasi esclusivamente le questioni di terra”- dice – “Invece il tema del mare è sottovalutato” è questa “una filiera potentissima sul fronte economico ma assolutamente sottovalutata”- “L’obiettivo quindi è quello di migliorare il livello di attenzione sul settore”.

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Non a caso la relazione introduttiva del presidente Mattioli si è conclusa con tre domande provocatorie” lanciate all’interlocuzione governativa e quindi ben intercettate dal ministro: “Siamo un Paese davvero Marittimo? – Siamo una Nazione Shipping Friendly?Abbiamo il coraggio di dedicare alle politiche marittime una governance unitaria?” – Provocazione certa a fronte di un comparto del valore -specifica Mattioli – “di 32 miliardi di euro come Cluster marittimo e 130 miliardi come Blue Economy allargata”.

Deburocratizzazione e competitività
Tema prioritario la burocrazia” – dice il presidente degli armatori – Burocrazia che rende meno competitive le flotte nazionali rispetto ai competitor comunitari. Burocrazia che grava su ogni nave per un valore stimabile tra i “40 mila e i 100 mila euro l’anno evitabili rispetto alle sue concorrenti comunitarie”.
Parola d’ordine quindi deburocratizzare – “La sfida competitiva non può essere vinta se non con la sfida alla deburocratizzazione”- continua – “Questo il punto da cui ripartire” – “In tal senso anche la digitalizzazione darebbe un impulso fondamentale. Confermiamo la nostra disponibilità a collaborare con le Autorità competenti per riallineare la normativa italiana agli standard internazionali”.

Il premier Conte non lascia cadere l’argomento, dopo avere sottolineato l’importanza del ruolo del settore marittimo e della flotta nazionale per lo sviluppo industriale del paese condivide con Mattioli contenuti e linguaggio: deburocratizzare e digitalizzazioneE’ ferma determinazione del governo “un’Italia più digitalizzata” – dice il premier – “attraverso un forte incentivo alla digitalizzazione del settore pubblico e privato” – “ridurre e limitare i vincoli e i lacciuoli dei procedimenti amministrativi”.

Sulla tema della competitività spiega De Michelila misura del Mare Bonus credo debba essere riproposta insieme a quella del Ferrobonus” – “Alcuni paesi sono più competitivi perchè hanno condizioni di trasporto più convenienti” -continua – “in un tempo dove il protezionismo corre il rischio di mettere in difficoltà queste filiere industriali, abbiamo bisogno di spingere su questa competitività”. Facendo riferimento alla grande possibilità di attingere alla vasta “quantità di risorse che l’Europa mette a disposizione per la riconversione ambientale e per ridurre l’impatto ambientale, soprattutto nella filiera dei trasporti

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La Nuova direzione del mare
Di qui la possibilità di avere una regia con una direzione del mare– concetto introdotto dal ministro Costa, per un Nazione che oltre ad essere “Shipping Friendly” possa essere anche “Shipping Green Friendly” – “Dal 1 gennaio, abbiamo già approvata la legge, ho costituito presso il ministero dell’Ambiente la direzione generale del mare, perchè oggi non c’è”- Il mare quindi come parte della catena logistica e riguardante tutta l’infrastrutturazione. Incrementare quindi le nostre vie del mare, i porti come gate di accesso dell’industria appianando iI gap logistico dell’italia dato dalla perdita di merci che arrivano attraverso i porti del Nord Europa.

Il Registro internazionale “non si tocca”
La relazione di Mattioli affronta i temi del Registro Internazionale e del ruolo della flotta italiana in Europa, soprattutto nei settori in cui la leadership del nostro paese è più forte, come il settore ro-ro.
Il nostro settore non può prescindere dall’integrità del Registro internazionale” – e la ferma richiesta all’indirizzo del ministro De Micheli – “questo ha compiuto 20 anni nel 2018” – “In queste ore è in corso un processo di verifica comunitaria del regime italiano di aiuti di Stato ai trasporti marittimi. Il nostro Registro internazionale ha consentito il raddoppio e l’ammodernamento della flotta nazionale, con navi sempre più green e leadership mondiale in alcuni settori navali più sofisticati. Ha consentito” –  spiega Mattioli “lo sviluppo dell’occupazione marittima italiana e comunitaria che sui traffici internazionali e del grande cabotaggio è aumentata del 140%”.

Migranti “urgente chiarezza sull’applicazione delle norme”
Altro tema spinoso affrontato da Mattioli è quello riguardante i flussi migratori nel Mediterraneo rivolgendo la precisa richiesta al Governo di “fare urgente chiarezza sull’applicazione delle norme internazionali e nazionali, in materia, a volte in palese conflitto” – spiega – “Dal 2014 quasi 84 mila persone sono state salvate da navi mercantili, per la maggiorparte italiane, chiamate ad effettuare operazioni SAR in soccorso dei naufraghi. Se chiamati al soccorso noi armatori non ci tireremo indietro”.

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