Confitarma assemblea pubblica – Mattioli al governo “Più attenzione al settore marittimo”

Difesa del Registro Internazionale, semplificazione burocratica, voce unitaria per la componente produttiva che ruota attorno al mare. La nuova stagione delle relazioni industriali vede in campo anche gli armatori.

di Giovanni Grande

ROMA – La prima Assemblea pubblica di Confitarma presieduta da Mario Mattioli, e dedicata alla città di Genova, fa il punto della situazione e indica l’agenda delle priorità per il comparto. Una serie di temi per l’apertura di un dialogo sulle cose da fare con il governo. Condotto in piena sintonia con Confindustria, all’insegna del recupero dei valori di quell’associazionismo messo a dura prova negli ultimi tempi e parzialmente sanato dal recente rientro di un’importante realtà come d’Amico in seno alla Confederazione.

Il cluster marittimo è una risorsa fondamentale per il Paese, che con oltre 33 miliardi di euro di beni e servizi prodotti, rappresenta il 2% del PIL nazionale complessivo, dando lavoro a quasi 500mila persone”, ha esordito Mattioli, chiedendo più centralità e attenzione per un settore al momento governato da una sola Direzione Generale all’interno del MIT.
Una componente importante per l’economia nazionale che deve parte del suo successo anche all’introduzione del Registro Internazionale che ha stimolato ingenti investimenti (oltre 30 miliardi di euro) nel rinnovo del naviglio. “In vent’anni, la nostra flotta si è rinnovata qualitativamente ed è di fatto raddoppiata da circa 8,5 milioni di tonnellate di stazza siamo passati a fine 2017 a 16,3 milioni di tonnellate”. Una “best practice” in termini occupazionali, di competitività e rispetto per l’ambiente non esente in questi anni da attacchi arbitrari e curiosi paradossi: “il ministero dell’Ambiente – ha fatto notare il presidente di Confitarma – inserisce il Registro nell’elenco delle misure ad alto impatto ecologico”.

Ampia la gamma degli altri temi affrontati nella relazione di Mattioli: dalla riforma del collocamento dei marittimi alla finanza (“è comune interesse di Confitarma e dell’ABI favorire un sempre maggiore sviluppo della relazione tra enti finanziari e imprese armatoriali”), dalla security (“speriamo che il governo ponga fine al regime di deroga per l’impiego di personale privato a bordo) alla nuova Via della Seta (“tutto dipenderà dalla nostra capacità negoziale e, soprattutto, dal mostrarci uniti, non solo a livello nazionale ma anche a livello europeo”).

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Tutti punti che la Confederazione vuole discutere in un’ottica di rappresentanza “allargata”. “Confitarma con Assiterminal, Assologistica, Assonave, Federpesca e Ucina – ha annunciato Mattioli – è pronta a costituire il primo nucleo industriale della ‘blue economy’ di Confindustria, che si candida fin d’ora ad essere il punto di riferimento per la futura strategia marittima e logistica al servizio del Paese”.

Pieno appoggio è arrivato dal ministro Toninelli che ha ribadito il peso del comparto per l’economia italiana, il ruolo “competitivo” di strumenti come il Registro Internazionale e la Tonnage Tax e l’avvio di una interlocuzione per l’adeguamento delle normative sulle emissioni navali previste per il 2020. “Bisognerà analizzare il peso degli investimenti iniziali per il passaggio al GNL e mettere i in conto l’eventuale introduzione di strumenti di incentivazione”.

Sull’attualità della legge di Bilancio, invece, l’intervento del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia che ha ribadito le perplessità sul merito della manovra finanziaria. “Siamo un Paese che per progredire ha bisogno di infrastrutture, di aprire cantieri e non di chiuderli, di realizzare una grande politica per la crescita. Un obiettivo che non può essere realizzato riducendo i fondi alla ricerca e le misure per lo sviluppo di Industria 4.0”.

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