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Assemblea Assarmatori, Messina al governo: "PNRR, fare presto e bene"

Fare presto e fare beneè l’invito rivolto al governo dal presidente di Assarmatori Stefano Messina riguardo “la stesura definitiva del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che dovrà essere inviato all’Unione Europea entro la fine dell’anno e che prevede:
500 milioni di euro per il rinnovo delle flotte addette al collegamento con le isole minori;
1,5 miliardi di euro per il rinnovo della flotta traghetti impegnata sui collegamenti coon le isole maggiori e le ADM;
1,050 miliardi per lo sviluppo del cold-ironing nei porti italiani;
3 miliardi per lo sviluppo della mobilità a idrogeno;

Occorre fare presto – sprona Messina – perché non possiamo rischiare un ritardo che metta a rischio programmi fondamentali per la ripresa del Paese. Occorre anche fare bene perché l’assalto alla diligenza che da più parti si sta paventando non deve in alcun modo depotenziare o peggio derubricare misure decisive per un trasporto marittimo sempre più sostenibile come i programmi per il rinnovo delle flotte dei traghetti del corto e lungo raggio, lo sviluppo del cold ironing nei porti e quelli, che coinvolgono anche lo shipping, nei progetti di nuova mobilità ad idrogeno”.

L’emergenza da Covid-19 ha dimostrato “il ruolo strategico dello shipping per l’intera economia mondiale, come rivela la ricerca realizzata per Assarmatori da Nomisma che dimostra come il nostro cluster sia al quarto posto per capacità di attivazione economica nella classifica dei 63 settori nei quali è articolata l’economia nazionale. Il che significa che un euro speso nello shipping attiva una produzione di altri 2,96 euro, mentre ogni addetto occupato nel comparto del trasporto marittimo attiva altri 3,64 posti di lavoro nei settori contigui. Entro febbraio l’Italia dovrà recepire l’indicazione della Commissione Europea che ha chiesto di estendere ai marittimi imbarcati su navi delle altre bandiere europee gli sgravi contributivi sul costo del lavoro concessi dalla legge 30/98 (istitutiva del Registro Internazionale) che ha consentito di invertire la tendenza negativa e ha fatto crescere l’occupazione italiana. Tuttavia, negli ultimi anni il numero degli addetti non è aumentato ed il numero delle navi e il tonnellaggio della flotta nazionale faticano a crescere.”

Laura Colognesi

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