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Assarmatori al Governo: Autostrade del Mare «Marebonus non è sufficiente» servono misure urgenti

Assarmatori chiede al Governo e al ministro De Micheli l'adeguamento degli incentivi Marebonus che non sono sufficienti a coprire gli investimenti che gli armatori sostengono per l’allineamento delle navi alla normativa IMO in materia ambientale e mettono a rischio la sopravvivenza delle Autostrade del Mare.

ROMA - «Marebonus non è oggi sufficiente per coprire gli impatti sulla filiera degli investimenti e degli ingenti costi che le compagnie di navigazione si trovano ad affrontare». Lo dice in una nota Assarmatori, l’associazione che rappresenta il cluster marittimo italiano.

Marebonus è l'incentivo nato per le imprese di trasporto e va a sostenere il trasferimento di camion dalla terra al mare, al fine di incrementare lo sviluppo delle Autostrade del mare. Tuttavia secondo quanto denunciato da Assarmatori è urgente che «il Governo si faccia carico di un problema reale che minaccia di distruggere una delle più innovative operazioni mai condotte dallo shipping: le Autostrade del Mare» pertanto il provvedimento non sarebbe sufficiente a coprire gli investimenti che gli armatori devono sostenere per l’adeguamento delle navi alla normativa IMO (International Maritime Organization) che prevede l’utilizzo dal 1 gennaio 2020 di combustibile con tenore di zolfo non superiore allo 0,5% o in alternativa l’uso di scrubbers o il ricorso al gas Gnl.«Soluzioni che comporteranno un aumento dei costi di rifornimento stimato tra il 20 e il 30%» sottolinea l'associazione.

L'Associazione pertanto ritiene indispensabile che il Governo e in particolar modo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, si facciano carico del problema attraverso misure straordinarie che consentano da un lato alla flotta operante sulle Autostrade del Mare di affrontare i maggiori costi di adeguamento alla normativa internazionale, dall’altro di non incidere sulla competitività delle aziende dell’autotrasporto che opteranno per l’opzione mare - oggi ancora più green - con gli oneri che ne conseguiranno.

«Si profila il rischio di compromettere una delle più brillanti operazioni realizzate dallo shipping italiano» - ha detto Stefano Messina, presidente di Assarmatori a margine del convegno “Noi, il Mediterraneo” a Palermo organizzato dall’Authority portuale  - «le Autostrade del Mare, che hanno ridotto drasticamente sia il traffico pesante su strade e autostrade, sia i livelli di inquinamento e il numero di incidenti, fornendo al Paese l’unica vera chiave di compattamento economico fra Nord e Sud». - conclude il presidente di Assarmatori  - «Serve una più generale condivisione degli oneri certamente attraverso una trasmissione degli stessi al consumatore finale, ma anche attraverso un potenziamento degli incentivi all'impiego della mobilità marittima che permetta alle imprese di trasporto di equilibrare i nuovi aumenti, ribadendo in questo modo gli obiettivi previsti dall’incentivo Marebonus e che ora rischierebbero di essere compromessi».

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