Sbarcati i migranti a Livorno, piú di 100 persone al lavoro in banchina

È entrata stamani in porto a Livorno la nave Life Support di Emergency con a bordo 142 migranti.

Roberto Nappi

 LIVORNO– Mare calmo e un leggero vento di libeccio è con queste perfette condizioni climatiche che 142 migranti a bordo della ong “Life Support” di Emergency sono entrati stamani, poco prima dell’alba in porto a Livorno e hanno assistito, forse increduli, alle operazioni di attracco alla banchina 75.

Ad accoglierli ci sono più di 100 persone tra volontari, funzionari pubblici e poliziotti. Coordinano le varie attività il prefetto Paolo D’Attilio e le assessore alla Regione Toscana Monia Monni (Protezione Civile) e Serena Spinelli (Sociale).

Per i primi accertamenti sanitari è salito sulla nave il personale dell’ufficio di Sanità marittima e di frontiera accolti dal medico di bordo che durante la navigazione dalla Sicilia a Livorno, aveva assistito i migranti. Per prima cosa sono stati divisi in gruppi di nove persone e sono sceso un gruppo alla volta.

Come previsto quasi tutti sono disidratati e c’è anche qualche caso di scabbia come annunciato ieri sono a bordo 5 donne di cui 2 con bambini piccoli e una incinta di sette mesi. Un uomo arrivato in condizioni piuttosto gravi è stato immediatamente trasferito all’ospedale di Livorno. Il personale medico salito a bordo è passato poi a verificare, con tamponi eventuali casi di positività al Covid. Mentre Rossella Miccio, presidente di Emergency, molto soddisfatta dell’accoglienza trovata a Livorno dichiarava: “Lo sapete, sono persone che fuggono da violenze, devastazioni e Paesi in guerra, siamo felici che finalmente hanno toccato terra. Il porto di Livorno non è vicino alla Sicilia, ma la cosa importante è essere riusciti a portarli in salvo. Questa è la prima missione di cui una nave di Emergency attracca in un porto italiano”.

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Alla banchina 75 il presidio medico avanzato è composto da una ampia tenda principale dedicata al triage dei migranti già sbarcati con annessa una sala per codici rossi e area pediatrica, mentre per i casi clinici complessi e potenzialmente contagiosi sono state preparate due strutture separate.

Per il supporto logistico invece ci sono quattro tende mobili addette esclusivamente ai casi più complessi e potenzialmente contagiosi oltre che per le procedure di riconoscimento che vengono effettuate da funzionari della Questura.

Secondo l’assessora regionale Monni: “le condizione a bordo sono relativamente buone rispetto a quanto hanno dovuto sopportare queste persone con i loro viaggi lunghi e difficili e la scelta di Livorno da parte del ministero ha allungato di diversi giorni la loro sofferenza. Sono disidratati ci sono casi di scabbia e stiamo verificando eventuali positività al Covid perché saranno organizzati percorsi separati a bordo dei pullman diretti in Lombardia, Emilia Romagna e Liguria. A Livorno, probabilmente, resteranno i 26 minori non accompagnati. La Regione” – conclude Monni – “ha montato una serie di tende in poche ore e vi hanno lavorato almeno 70 persone. Abbiamo voluto dare un segnale di apertura, solidarietà e competenza. La Toscana ha fatto la sua parte”.

C’è da aggiungere che con l’aiuto dato dalle associazioni di volontariato come, Croce Rossa, Misericordia e Assistenza, in porto in questo momento sono più di 100 le persone impegnate per aiutare i migranti.

E la storia non finisce qui. Anzi la storia ricomincia perché domani, venerdì 23 dicembre, arriverà la nave tedesca “Sea Eye 4” con probabilmente 63 migranti a bordo.

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