PSA Genova Pra’ celebra 30 anni di indipendenza e libertà di servire il mercato

PSA Italy festeggia il traguardo dei 30 anni del terminal genovese di Pra'
psa iTALY

GENOVA – PSA Italy ha festeggiato i trent’anni, 1994-2024, del terminal genovese Psa Genova Pra’, maggiore terminal container gateway nazionale. Oggi con oltre 1650 mq di banchina, 3 accosti contemporanei per navi fino a 20 mila teu, 12 gru di cui 8 super post Panamax, ha chiuso il 2023 sfiorando 1 milione e mezzo di teu.

Festeggiamenti “a bordo” della terrazza del Galata Museo del Mare, nel Porto Antico di Genova, dove già un anno fa si era svolto il compleanno di Psa Sech, l’altro terminal genovese del gruppo PSA Italy.

Sul palco hanno brindato al traguardo il presidente Psa Italy Marco Conforti, l’amministratore delegato PSA Genoa Investments Roberto Ferrari, Kim Pong Ong ceo Psa International, in carica da novembre scorso.
Insieme a tutti i protagonisti degli inizi e del passato più recente: a partire dal primo presidente e amministratore delegato di Sinport SpA- Genova Voltri, Cirillo Orlandi, figura determinante per la realizzazione e l’avvio del terminal. Saskia Kunst, PSA International country ceo VTE Genova dal 2004-2007 e che nel 2007 raggiunse il risultato del primo milione di teu movimentati, Gilberto Danesi alla guida di Psa Genova Pra’ per dieci anni, Jan Van Mossevelde e il viceministro a Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi. Non potevano mancare David Yang che lascia PSA (già regional ceo di PSA Europe & Americas) e Giulio Schenone, imprenditore di spicco del panorama terminalistico genovese.

PSA Italy

La storia

Un video “emozionale” ha ripercorso i tre decenni del terminal attraverso il racconto dei protagonisti:
Cirillo Orlandi primo presidente e amministratore delegato Sinport SpA – Genova Voltri, durante gli anni di gestione Fiat, figura chiave per la nascita del terminal, fino a quando nel 1998 Voltri entra a fare parte del Gruppo PSA International, leader mondiale nella gestione dei terminal container, trasformando radicalmente l’infrastruttura fino a renderla il primo terminal container italiano.

“Tutti pensavano che questo fosse il terminal della Fiat” – dice Orlandi – “ma non lo è mai stato. Quando il responsabile della logistica FIAT venne a visitare Voltri, gli dissi che non avevo intenzione di servire depositi di auto, questo terminal avrebbe lavorato soltanto per trasportare contenitori”.
Per un investimento complessivo di 210 miliardi di lire, di cui 80 miliardi di denaro pubblico e 130 miliardi dal privato, ricorda Orlandi – “E’ venuto come noi lo volevamo”, ne seguirono le prime battaglie con la Compagnia Portuali – “1800 portuali occuparono i piazzali” – “ma alla fine ci dettero l’autonomia funzionale che consisteva nel fare lavorare i nostri” – “Siamo arrivati ad avere 650 lavoratori diretti e 350 della Compagnia Portuali, che lavoravano per noi”.

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Finalmente il 5 maggio 1994 l’arrivo della prima portacontainer, la Dainty River di Cosco, segna l’avvio del terminal. La nave è lunga 188 m. per una capacità di 2000 teu, ben poca cosa a  confronto delle portacontainer di ultima generazione da 24 mila teu che oggi fanno ingresso a Genova Pra’.
Nel 1997 Fiat ha una crisi e decide di vendere le realtà minori, PSA che aveva già lavorato con Voltri per formare il personale e Orlandi iniziò a negoziare con PSA concludendo la vendita.

Ferrari Conforti
da sin. Roberto Ferrari e Marco Conforti

Il passaggio a PSA
“PSA voleva espandersi in Europa e, proprio in quello stesso momento, il gruppo Fiat voleva uscire dall’idea di gestire una rete di porti ed interporti italiani” – racconta Saskia Kunst, PSA International, country ceo 2004/2007 – “PSA ha cercato di creare questa realtà attorno a Genova e Vecon” – “I pescaggi di Genova sono tali che ho subito capito che questo terminal aveva enorme potenzialità di sviluppo” – “Da queste basi ho avuto il piacere di espandere il terminal come volume di traffico, investimenti e assunzioni. Nel 2007 abbiamo registrato il primo milione di teu, era sempre stato il mio traguardo”.

Il presente – Storie di fedeltà e di indipendenza:

Il presidente Conforti interviene su due concetti, quello di fedeltà e indipendenza, che caratterizzano la filosofia di PSA: “L’anno scorso abbiamo festeggiato 95 persone che sono state assunte 30 e 20 anni fa, quest’anno 175 persone. Significa che c’erano degli imprenditori che investivano quando non c’era ancora la legge che permetteva di lavorare, ma c’erano centinaia di persone che erano qui prima di noi. Persone che sono orgogliose di aver fatto un buon lavoro.”

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L’indipendenza da sempre è l’emblema del terminal genovese di Pra’: “Il terminal serve i clienti chiunque essi siano” – sottolinea Conforti – “naturalmente sono benvenute le joint venture, ma l’indipendenza di essere liberi e servire il mercato è una caratteristica e lo è sempre stata in questi 30 anni”.

Dal passato l’immagine del presente e gli obiettivi per il futuro, di questo parla Ferrari: “Abbiamo investito tanto e siamo pronti ad investire per il futuro, questa è una collaborazione pubblico-privato perché se noi dobbiamo essere efficienti sui mercati, dobbiamo avere infrastrutture efficienti, soprattutto infrastrutture ferroviarie. La nostra ambizione e il nostro obiettivo è di allargare il bacino di utenza di servire il mercato italiano, che già lo facciamo, ma andare anche oltre. Amiamo parlare di Corridoi, non solo di tratte, quando parliamo del terzo Valico ci piace traguardare i nostri obiettivi al di là del confine”.

“Abbiamo un sistema autostradale che va rinnovato e un sistema ferroviario che va potenziato” – queste le richieste che il ceo Ferrari rivolge al vice ministro Rixi –  “Lato terra abbiamo del terreno da recuperare, le opportunità ci sono dal punto di vista geografico siamo in un punto strategico, ma dobbiamo correre e rispettare i tempi”.

 

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