Compagnia Portuale Livorno, Raugei precisa: “Nessuna intesa con armatori per rilevare TDT”

Il presidente della Compagnia Portuale di Livorno, Enzo Raugei, dichiara: "saremo disponibili a partecipare ad iniziative di acquisizione delle quote del TDT insieme ad altri imprenditori portuali locali e non, senza esclusione alcuna".
Enzo Raugei

LIVORNO – Il presidente della Compagnia Portuale di Livorno, Enzo Raugei, interviene stamani con un comunicato stampa sulle questioni che riguardano il terminal container del porto di Livorno, Darsena Toscana, con alcune precisazioni: «In merito alle notizie apparse sulla stampa relative ad ipotesi di un nostro coinvolgimento a compagini sociali pronte a rilevare TDT, in alternativa alla situazione di stallo che si è notoriamente venuta a creare, tengo a precisare che sia per Compagnia Portuale che per CILP, di cui siamo soci al 50%, non esiste ad oggi nessuna ipotesi di intesa con società armatoriali». Si legge nella nota stampa a firma del presidente della CPL.

«Siamo, invece, preoccupati» – continua Raugei – «per il protrarsi di una situazione di incertezza che potrebbe non risultare compatibile con le attività economiche odierne, tanto meno con l’attività terminalista.
Un’operazione che riguarda il più grande Terminal del porto di Livorno, a mio avviso, avrebbe dovuto essere annunciata e divenire esecutiva subito dopo, purtroppo così non è stato. Credo che in tale condizione sia il territorio che la città dovrebbero battere un colpo.
Livorno nasce come porto e di porto ha sempre vissuto ed un patrimonio come il TDT, che rappresenta per la nostra città un pezzo importante di futuro, merita di essere salvaguardato anche a costo di grandi sacrifici.
Credo che la comunità livornese non possa rimanere esclusa da quello che oggi rappresenta il più grande terminal del porto e ancor di più in futuro dalla Piattaforma Europa.
Noi siamo pronti a fare la nostra parte e, se dovesse essere utile, saremmo disponibili, previo consenso dei nostri soci, a partecipare ad iniziative di acquisizione delle quote del TDT insieme ad altri imprenditori portuali locali e non, senza esclusione alcuna».
Conclude il presidente della Compagnia Portuale di Livorno:  «La nostra storia e la nostra attività è da sempre stata caratterizzata per dare il miglior servizio possibile a più armatori in modo equilibrato e su più tipologie di merci, per questo riteniamo utile e necessario sbloccare l’attuale situazione per guardare ad un futuro di crescita e di consolidamento per il Porto di Livorno».

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