Portacontainer, scende anche a luglio l’affidabilità -6,1%, report Global Liner Performance

A luglio 2026 il ritardo medio registrato dalle navi è salito a 6,06 giorni, con un incremento di 0,59 giorni rispetto a giugno. La congestione nei porti container globali supera 4,3 milioni di TEU, superiore al picco del 2022 durante il periodo Covid-19
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La puntualità del trasporto marittimo containerizzato a livello globale ha registrato a luglio un peggioramento. È quanto emerge dal numero 180 del Global Liner Performance (GLP) di Sea-Intelligence. Il rapporto monitora: l’affidabilità degli orari (Schedule Reliability) con  la percentuale di navi che rispettano i programmi e arrivano in orario rispetto alle tabelle di marcia previste e il ritardo medio (Average Delay) i giorni medi di ritardo accumulati dalle navi che arrivano in ritardo rispetto alla data prevista, a livello globale sulle 34 rotte commerciali delle principali compagnie containerizzate Il rapporto offre pertanto una fotografia delle difficoltà che continuano a interessare le catene logistiche globali. 

Secondo il rapporto, a luglio 2026 l’affidabilità degli orari è diminuita del 6,1% rispetto a giugno, attestandosi al 56,4%. Si tratta del livello più basso registrato dall’inizio del 2026 e il risultato peggiore da febbraio 2025.

Il deterioramento è ancora più evidente nel confronto con lo stesso mese dello scorso anno: rispetto a luglio 2025, infatti, l’affidabilità globale delle programmazioni è diminuita di 8,8 punti percentuali.

Ritardi in aumento: la media sale a 6,06 giorni

Al peggioramento dell’affidabilità si accompagna un aumento dei ritardi. A luglio, il ritardo medio registrato dalle navi arrivate oltre i tempi previsti è salito a 6,06 giorni, con un incremento di 0,59 giorni rispetto a giugno.

Si tratta del valore più elevato rilevato nel 2026 e del livello più alto da gennaio 2024. Anche il confronto su base annua conferma il deterioramento: il ritardo medio è risultato superiore di 1,34 giorni rispetto a luglio 2025.

A Maersk la leadership

Nel quadro di generale peggioramento, Maersk si è confermata anche a luglio la compagnia di navigazione più affidabile tra le 13 principali analizzate da Sea-Intelligence, con un tasso di affidabilità delle programmazioni pari al 73,7%.
La compagnia danese è stata l’unica a superare la soglia del 70%. Al secondo posto si è confermata Hapag-Lloyd, con un’affidabilità del 69,3%, unica compagnia nella fascia compresa tra il 60% e il 70%.
Altre cinque compagnie hanno registrato livelli di affidabilità compresi tra il 50% e il 60%.

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Fanalino di coda la taiwanese Wan Hai

In fondo alla classifica si è invece collocata Wan Hai, con un tasso di affidabilità delle programmazioni fermo al 29,8%.

Il peggioramento ha interessato l’intero gruppo dei principali operatori: nessuna delle 13 compagnie ha migliorato la propria performance rispetto a giugno. Il calo mensile più marcato è stato registrato da MSC, che ha visto l’affidabilità delle proprie programmazioni diminuire di 11,9 punti percentuali.

Negativo anche il confronto con luglio 2025: nessuna delle principali compagnie ha registrato un miglioramento su base annua. La flessione più significativa è stata ancora una volta quella di Wan Hai, la cui affidabilità è diminuita di 24,4 punti percentuali nell’arco di dodici mesi.

Congestione portuale ai massimi: oltre 4,3 milioni di TEU in attesa

A pesare sulla puntualità del trasporto marittimo influisce molto la crescente congestione dei porti container. Secondo il report Linerlytica di fine agosto, il numero di container in attesa di ormeggio ha raggiunto un nuovo massimo, superando i 4,3 milioni di TEU.

In termini assoluti, il dato di fine agosto 2026 evidenzia una situazione critica nel trasporto marittimo globale, con una congestione nei porti container che ha superato i picchi massimi registrati durante la pandemia Covid-19 nel 2022, il cui picco era stato di circa 4 milioni di TEU.

L’attuale congestione è legata soprattutto ai ritardi accumulati nell’Asia orientale, dove nuove perturbazioni atmosferiche hanno continuato a interferire con la regolarità delle operazioni portuali e con la programmazione delle navi.

La capacità oggi immobilizzata equivale al 12,6% della flotta portacontainer mondiale, che complessivamente ammonta a circa 34,4 milioni di TEU.

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La percentuale resta tuttavia inferiore a quella raggiunta nel 2022, quando la capacità bloccata aveva toccato il 15,7% di una flotta globale che allora contava circa 25,3 milioni di TEU.

Il confronto tra i due periodi evidenzia quindi una situazione di congestione oggi più ampia in termini assoluti, ma sviluppatasi su una flotta mondiale significativamente più grande. Un elemento che contribuisce a spiegare la differenza tra l’attuale volume di capacità immobilizzata e quello registrato durante la fase più acuta delle interruzioni logistiche legate alla pandemia.

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