Nord Ovest driver del Paese – Schiavoni: “Il Nord Europa non ci lascia tempo” – Pitto: “Il Modello Genova, per 16 mld per opere infrastrutturali”

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MILANO –  “Nel dialogo con i territori noi volevamo dare attenzione al Nord Ovest, un territorio che sta subendo, a seguito del crollo del pomte Morandi, gravi inefficienze e danni  per le imprese ma anche per i cittadini. Questo ci ha portato a dire di parlarne insieme”. Sono le parole con cui Betty Schiavoni, presidente Alsea, contestualizza la conferenza dal titolo “Industria, commercio e logistica: il Nord Ovest driver del Paese” in svolgimento stamani a Milano presso Assolombarda nell’ambito del forum “Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry”.

Il Nord Ovest ha storicamente rappresentato il triangolo industriale d’Italia: per un secolo Genova, Milano e Torino – e i loro territori – ha spiegato Schiavoni – sono state le città di riferimento dell’industria nazionale, in cui il settore automotive svolgeva un ruolo centrale. Oggi e già negli ultimi decenni, questo ruolo è venuto gradualmente a mancare, come l’industria dell’automotive ha perso il ruolo cardine. Complice anche le gravi difficoltà infrastruttuali.

Le tre Regioni necessitano di una spinta comune, per superare i confini geografici e ragionare come un’unica Macro Regione a livello di logistica, commercio e industria, nell’ambito del quale i porti liguri sono di fondamentale importanza – “Tuttavia questo non significa che mettiamo questa area in competizione con il Nord Est italiano” – ha evidenziato Schiavoni – “Ma neppure significa dimenticare il Sud” Secondo la presidente ALSEA l’attenzione che il PNRR ha rivolto al Mezzogiorno italiano può dare l’impulso necessario per intervenire sul gap infrastrutturale di questa macro regione nazionale. “La competizione con il Nord Europa non ci lascia tempo, è necessario dialogare insieme  e questo percorso iniziato con la Liguria e il Piemonte, ma anche con gli altri territori., è fondamentale”.

Ha concluso Schiavoni:”Qualche anno fa Piemonte, Liguria e Lombardia hanno dato vita agli stati generali del Nord Ovest. C’è necessità di un’unica voce. Crediamo che questa sia stata un’ottima intuizione. Il traffico merci è aumentato così tanto che è chiaro che vanno riviste le infrastrutture. Sono la parte più importante: creano efficienza, ma dobbiamo avere tempi certi e continuità dei progetti anche se cambia colore politico”.     

Pitto Schiavoni

 

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Alessandro Pitto, presidente di Spediporto, ha fatto presente che “Guardando al futuro Genova e la Liguria saranno interessate da investimenti importanti che, se saremo bravi, potranno cambiare la logistica del Nord Ovest”.

E ancora, il primo cliente del porto di Genova è la Lombardia, il secondo cliente è il Piemonte, quindi la merce che transita da Genova alle due regioni è la parte preponderante dei traffici commerciali. Da qui la necessità di parlare di un sistema integrato  – “I progetti sono tanti” – “16 miliardi per opere infrastrutturali, cantierate o da cantierare nel prossimo anno“- Dal Terzo Valico, alla Diga Foranea di Genova, il nodo ferroviario lato Genova, il raddoppio ferroviario Genova-Ventimiglia e Genova-Spezia. Perché questa progettualità diventi attuazione “sarebbe interessante applicare il modello Genova” – ovvero “Opere  portate avanti in parallelo“.

La presidente di APSACI, Ivana Corroppoli, è intervenuta sulla necessità da parte del Piemonte di mettere a fuoco una propria funzione logistica e trasportistica distintiva. Le relazioni con i porti liguri, le interazioni con l’area logistica milanese, la funzione strategica dei suoi interporti, il rilancio di Caselle sono centrali nello sviluppo logistico: “la merce va verso Malpensa, dobbiamo eliminare queste inefficienze e lavorare di concerto anche con le altre regioni” ha detto Corropoli.

TAV

Il tema su cui la presidente  di APSACI ha invocato l’intervento politico, regionale e nazionale, è il completamento della TAV Torino – Lione nell’ambito del Corridoio Lisbona – Kiev: come unico grande disegno volto a collocare il Piemonte in posizione competitiva rispetto ai grandi flussi europei e con cui i rapporti commerciali regionali sono molto forti.

Siamo dovuti scendere in piazza per la TAV, ci aspettiamo che la politica ci segua”  ha concluso la presidente APSACI, rivolta all’assessore regionale Piemonte, Marco Gambusia in collegamento digitale.

Lucia Nappi

 

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