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Nessuna mediazione a Civitavecchia, è rottura tra Di Majo e Macii

Sembrano imminenti le dimissioni di Roberta Macii da segretario generale di Molo Vespucci. La contrapposizione tra le due figure di vertice sembra nata dalle opposte visioni di gestione del porto, a partire dalla questione sulla azienda Port Mobility. 
Macii: «Il porto ha bisogno di andare avanti con celerità e determinazione». 
 
CIVITAVECCHIA - Burrasca nel porto di Civitavecchia. Il presidente, Francesco Maria Di Majo, nei giorni scorsi avrebbe chiesto le dimissioni del segretario generale, Roberta Macii, secondo il presidente sarebbe venuto  meno il rapporto di fiducia che dovrebbe essere alla base tra le due figure di vertice.
 
La notizia non è stata confermata ufficialmente, ma trova una conferma indiretta nella lettera resa pubblica, ieri pomeriggio, da Roberta Macii. Di fatto una contrapposizione di visioni sulla gestione del porto, a partire dalla questione Port Mobility, la società concessionaria dal 2005 dei servizi di pubblica utilità in porto. La dirigente non avrebbe obbedito soprattutto alla volontà del presidente Di Majo di revoca della concessione e di tagliare gli stipendi del personale dell’azienda. Su questa ed altre questioni, sembra che le due figure non abbiano punti d’incontro e, non cerchino più una mediazione.
 
Nella lettera il segretario generale, oltre a far valere le proprie ragioni e la propria esperienza professionale, 17 anni, come segretario generale in altre realtà portuali, antepone l'interesse generale del porto di Civitavecchia che sottolinea: «ha bisogno di andare avanti con celerità e determinazione»:
 
«Sento la necessità di rompere il silenzio» - scrive il segretario generale - «per il rispetto che nutro nei confronti della comunità portuale tutta di Civitavecchia, dei colleghi straordinari (l'ho dichiarato e lo ripeterò in tutte le sedi) dell'Autorità di sistema portuale, dei lavoratori e di tutto coloro che operano in questo porto e che in questo anno ho avuto il privilegio e il piacere di conoscere.  
 
Quello di Civitavecchia (ed in tal senso non sono da meno Fiumicino e Gaeta) è un porto molto particolare, ti sfianca per il livello di complessità che le questioni di cui è gravato hanno raggiunto, tra l'altro sovrapponendosi negli anni, e nello stesso tempo, come tutto ciò che è complesso, ti conquista e ti sfida.  
E così è successo a me. Mi ha conquistata in pochissimo tempo come lo hanno fatto i miei colleghi. Voglio ripeterlo. Ci sono delle eccellenze in questa Amministrazione che lavorano con competenza, dedizione e passione per il "loro" porto.  
Un porto nel quale c'è ancora molto da costruire e da fare e non solo in termini infrastrutturali e il lavoro che noi siamo chiamati a fare non può che essere questo: COSTRUIRE.  
Con il presidente Di Majo non ci conoscevamo prima di questa esperienza e come avviene in qualunque genere di rapporto interpersonale, a maggior ragione se è nuovo, ad un certo punto si fa un bilancio. E così è accaduto.  
Le differenti esperienze professionali maturate negli anni hanno evidentemente formato diversamente ciascuno di noi tanto che scherzando ho sempre detto al Presidente che il "portuale" tra i due sono io. Ed il ruolo del Segretario in effetti lo richiede.  
 
L'anno che abbiamo trascorso insieme è passato, con grande affanno, ma tutto sommato con "serenità" e tanta voglia di fare che tuttavia si è ad un certo punto misurata su questioni importanti affrontate e affrontabili con approcci diversi per background diversi e per una "vision" diversa.  
La frenetica attività del quotidiano d'altra parte ha talvolta travolto la programmazione del lavoro rispetto alle scadenze ordinarie  affannosamente adempiute e alla fine, si sa,  conta tutto, le tensioni sono molte e ciascuno di noi ne fa una sintesi diversa dalla quale scaturiscono reazioni del tutto soggettive e questo è ciò che è accaduto in questi giorni.  
 
Ma questo non deve in alcun modo distogliere lo sguardo da un punto fermo:  
Il porto ha bisogno di andare avanti con celerità e determinazione e questo porto per l'importanza che riveste a livello nazionale e internazionale ne ha bisogno più degli altri. In questo senso, analogamente da quanto avvenuto negli ultimi 17 anni di servizio altrove, ho lavorato e sto lavorando con lealtà verso l’istituzione,  verso chi in questo momento ne è alla guida ed il sistema portuale complessivamente inteso ed è quanto è mio dovere continuare a fare, finché mi sarà consentito, nell’ottica del perseguimento dell’interesse pubblico e dell’Adsp di cui sono stata nominata segretario generale».
 

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