Livorno dice addio alla “Guerra dei Roses” in porto

Guerrieri Paroli

LIVORNO – L’interesse comune, sembra che alla fine, prevarrà e spingerà gli operatori del porto di Livorno a chiudere la complessa vicenda delle controversie giuridiche divampate sulle banchine e combattuta a suon di ricorsi al Tar per la contesa degli spazi – Cilp, CPL, Lorenzini, TDT, LTM, e sopra di tutti l’AdSP nell’attuazione del Piano Regolatore Portuale bloccato al via dal 2015.

“Lo spazio è poco in porto, va usato bene” quindi solo “un accordo reciproco tra gli operatori ed un clima proficuo” possono far approdare lo scalo “al nuovo progetto di riorganizzazione e ottimizzazione degli spazi che prevede la ricollocazione e la risagomatura” di attività portuali dall’Alto Fondale e dalla Calata Orlando, all’attiguo Molo Italia e alla contesa Sponda Est della Darsena Toscana.

VideoInterviene Luciano Guerrieri, presidente AdSP MTS

Una proposta quella presentata dall’AdSP ai terminalisti livornesi che prospetta i movimenti sulla scacchiera portuale per traghettare il porto alla fase successiva che è quella dello sviluppo della Nuova Darsena Europa, la cui previsione è per la fine del 2026. E’ quanto annunciato stamani in conferenza stampa dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Luciano Guerrieri, insieme al segretario generale Matteo Paroli e al dirigente del Demanio Fabrizio Marilli.

Fine dei contenziosi
“Stiamo facendo quello che il Piano regolatore prevede” -spiega Guerrieri – “ovvero la stesura di un progetto unitario che riguarda l’area del porto Nuovo, area multipurpose, la delocalizzazione delle attività che sono sul molo Alto Fondale e la ricollocazione di queste attività, nell’ambito di una collaborazione tra operatori che, invece di combattersi attraverso i ricorsi, oggi, mostrano una apprezzabile volontà di cooperare. E’ il segnale di un accordo che l’AdSP sta cercando di costruire con gli operatori”. “Il 26 Agosto scorso abbiamo incontrato i terminal operator, con cui abbiamo condiviso il percorso formalizzato in questi giorni” – specifica il presidente – “Facciamo tutto alla luce del sole, favorendo il confronto partecipativo e senza alcun tipo di forzatura”.

Porto Livorno

La scacchiera del porto
Ad essere interessati dal ricollocamento sono sia il Terminal Calata Orlando, dove si concentrano i traffici rinfusieri che all’Alto Fondale, dove la Compagnia Impresa Lavoratori Portuali (CILP) movimenta il traffico dei prodotti forestali e quello dei rotabili, recentemente acquisito dalla Compagnia Grimaldi Euromed. Nella nuova planimetria TCO vedrebbe la ricollocazione sul Molo Italia, mentre Cilp dovrebbe ricongiungersi logisticamente sulla Sponda Est della Darsena Toscana dove si trova anche il Terminal multipurpose di Lorenzini e MSC e le due aree private.

“Un progetto unitario che darà luogo alla risagomatura delle concessioni connesse alle delocalizzazioni e agli assetti che possono riguardare anche le aree di proprietà privata” – dice Guerrieri – “dove l’amministrazione può intervenire o di imperio o attraverso intese, se l’uso che si fa di quelle aree è coerente con la destinazione del Piano Regolatore portuale”.

All’Alto Fondale le crociere
“Perché se non liberiamo l’Alto Fondale non possiamo attuare le previsioni del porto passeggeri”. Il Molo sarà pertanto dedicato esclusivamente al traffico crocieristico così come il Piano Regolatore prevede, dando sviluppo ad un assetto portuale in cui le aree crocieristiche non vanno contaminarsi con quelle delle merci. Ed anche permettendo agli operatori una maggiore continuità logistica.

La tempistica
 “Il procedimento amministrativo è stato avviato e la sua pubblicazione è in atto” “tempi piuttosto brevi” quelli indicati per la definizione dell’iter procedurale del Piano regolatore, curato dal dirigente del Demanio, Marilli.

Viene da sé che questo significherà anche la revoca dei procedimenti giuridici ancora aperti, ed oggi depositati al Consiglio di Stato, nei confronti dell’ente uscito “soccombente” – “Il nostro obiettivo è governare il porto “non attraverso sentenze” ripete Guerrieri.

La mediazione dell’Authority
“Un ruolo di mediazione nella salvaguardia degli interessi pubblici quello dell’Autorità portuale” – conclude il numero uno di Scali Rosciano – “L’attività di mediazione sta nel cercare di esprimere delle posizioni super partes che siano riconoscibili e che corrispondano ad un pensiero obiettivo che, alla fine, in qualche modo spinge tutti ad aderire”.

Lucia Nappi

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