L’Italia nell’ora del virus e della psicosi collettiva – Danni economici già incalcolabili

Italia

LIVORNO – Sospeso, congelato, annullato, rimandato, queste le parole che ieri sono rimbalzate da un capo all’altro della Pensisola italica ed hanno affollato le mail, le comunicazioni telefoniche, i messagi. Sono trascorse poche ore dall’attivazione della misure sanitarie e di sicurezza in Nord Italia e dei provvedimenti applicati regione per regione con le restrizioni imposte dalle autorità governative, e già in Italia si parla di danni economici incalcolabili. A risentirne maggiormente le aree industriali e commerciali nelle zone dei focolai del virus. Dove palesemente si sono verificate le chiusure di ogni forma di attività.
Tutelare la salute, ma attenzione alla psicosi collettiva
Naturalmente è scontato dire che in questo momento la salute delle persone è l’aspetto di primaria importanza. Ma la psicosi collettiva e il panico sta avendo un effetto, allo stato attuale, peggiore della malattia. Quello che è accaduto ieri nei supermercati, presi d’assalto in buona parte d’Italia, è il termometro di un’ansia collettiva. In questi momenti sono positivi i messaggi, da parte di tutti, che mirano a tranquillizzare la popolazione.
La Borsa
L’impatto dei provvedimenti di precauzione ha avuto ripercussioni in tutti i mercati e i settori, dalla produzione ad ogni anello della catena logistica del prodotto. La finanza nel mirino delle vorticose perdite, ieri la Borsa in apertura era in rosso sui mercati mondiali e sull’Italia, Milano perdeva il 4,2% .
I porti
I porti, gate di entrata e uscita delle merci, nella migliore delle ipotesi, stanno subendo dei rallentamenti fortissimi delle attività. I controlli alle merci in queste ore stanno rallentando tantissimo il flusso di transito e stanno passando da una giusta e doverosa prevenzione ad un allarmismo incondizionato. “Mille pratiche di importazione ferme” – denuncia il direttore degli spedizionieri di Genova (Spediporto) Giampaolo Botta che su LinkedIn scrive –  “buona parte di quella merce doveva essere destinata proprio ai supermercati che ora rischiano di rimanere con gli scaffali vuoti. Perché? Perché il poco personale medico dedicato ai controlli sulle merci, si sta dedicando giustamente ai passeggeri delle navi ed agli equipaggi ma l’operatività portuale non può fermarsi”- “Da mesi la categoria si batte per chiedere “più personale medico negli uffici USMAF Il nostro Porto alimenta intere filiere produttive e di distribuzione, senza di noi il Nord Ovest rischia la paralisi. Prevenire è un atto dovuto ma non creiamo un danno più grande con un eccesso di allarmismo.
Per i piloti di porti nessuna prevenzione
Ma proprio nei porti se da un lato vengono messi in atto controlli capillari, per I servizi tecnico nautici di pilotaggio non è stata attuata nessuna procedura di prevenzione e controllo. “Sono i piloti che da soli salgono a bordo di ogni nave che entra in porto” dice il presidente di Fedepiloti, Francesco Bandiera, “per il momento non è stata messa in atto nessuna misura cautelativa”.
Tra i maggiori gruppi armatoriali
Maersk
Nell’era del telelavoro il colosso armatoriale Maersk informa i clienti di essere operativa al 100%, il gruppo danese fa sapere in una mail – “gli impegati hanno la possibilità di lavorare da casa in modo tale da garantire la continuità del vostro business, anche qualora venisse deciso per motivi di sicurezza sanitaria di chiudere gli uffici. Pertanto, siamo in grado di rispondere in maniera efficace ed efficiente alla Vostra domanda di booking, trasporto terrestre, sia intermodale che tutto camion, disponibilita’ vuoti, magazzini e formalita’ doganali”.
CMA CGM
La compagnia di navigazione francese Cma Cgm fa sapere che a causa della fluttuazione tra domanda e offerta del mercato ha cancellato alcune partenze di servizi di linea fra l’Asia e l’Europa, compresa l’Italia. “Per far fronte alle attuali condizioni di mercato e a causa delle recenti normative sanitarie, che incidono sulle fluttuazioni tra domanda e offerta sulla linea Asia-Mediterraneo, Cma Cgm ha deciso di adeguare le proprie capacità del network al fine di mantenere un’alta qualità e affidabilità dei servizi”, si legge nel comunicato della compagnia.
Le previsioni del traffico globale di container
Secondo una ricerca condotta da Sea-Intelligence di Copenaghen nel 2020 l’effetto del virus ricadrà sul traffico globale di container con una contrazione dell’1%. Questo significa 1,7 milioni di teu di commercio di container in meno nel 2020 rispetto al 2019.

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Presentazione del Volume: "Dialoghi tra porto e città nell’epoca della globalizzazione"

Lucia Nappi

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