VERONA – Il sistema portuale italiano sta vivendo una fase di cambiamento profondo, con importanti investimenti destinati a rafforzare l’integrazione tra le infrastrutture ferroviarie dei porti di Genova e Savona e la rete nazionale. Il rispetto dei tempi di realizzazione delle opere e la collaborazione dell’intera filiera logistica saranno elementi decisivi per cogliere appieno le opportunità offerte da questa trasformazione.
Questo il messaggio dell’intervento di Matteo Paroli, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, durante il panel “Idee, visioni e politiche per lo sviluppo dell’intermodalità nazionale” nell’ambito di LetExpo Verona, uno degli appuntamenti più rilevanti in Italia dedicati alla logistica integrata e alla mobilità delle merci, che riunisce istituzioni, operatori logistici e imprese.
In apertura del suo intervento, Paroli ha evidenziato l’importanza dell’evento e il ruolo crescente che LetExpo ha assunto come spazio di confronto nel panorama logistico nazionale. Ha ricordato di aver partecipato a tutte le edizioni della manifestazione, sottolineando come nel tempo sia cresciuta sia la qualità degli interventi istituzionali sia il numero degli espositori, oggi superiore alle cinquecento realtà presenti. Secondo il Presidente, il successo della fiera risiede proprio nella capacità di favorire il dialogo tra operatori del settore e amministratori pubblici, permettendo a questi ultimi di comprendere meglio le esigenze concrete del sistema logistico italiano.
Il panel si è inserito nel programma della giornata dedicata allo sviluppo dell’intermodalità e della logistica sostenibile, che ha visto il confronto tra istituzioni, operatori del settore e rappresentanti del mondo imprenditoriale. All’incontro hanno partecipato anche i presidenti delle Autorità di Sistema Portuale italiane, che hanno condiviso esperienze, strategie e prospettive di sviluppo dei principali scali marittimi del Paese nel contesto dell’evoluzione della rete infrastrutturale e dei traffici logistici.
Entrando nel merito dell’intermodalità ferroviaria, Paroli ha illustrato con trasparenza l’andamento dei dati. Nel 2025 il traffico ferroviario nei porti del sistema ligure occidentale ha registrato una flessione significativa, pari a circa il 14% in meno rispetto all’anno precedente, nonostante il traffico complessivo di container abbia raggiunto il livello più alto di sempre. Il presidente ha spiegato di non voler nascondere dati meno positivi, sottolineando che quando il traffico complessivo cresce ma quello ferroviario diminuisce significa che il sistema deve interrogarsi su cosa non abbia funzionato come previsto.
Tra le cause principali di questa flessione vi sono i numerosi interventi infrastrutturali in corso sulla rete ferroviaria nazionale e sugli accessi ai porti. Il potenziamento di gallerie, nodi di interconnessione e diversi tratti di linea ha infatti comportato interruzioni e limitazioni operative che hanno inevitabilmente ridotto la capacità del sistema. Allo stesso tempo, anche l’Autorità di Sistema Portuale sta portando avanti importanti lavori di rafforzamento della rete ferroviaria portuale, realizzati in coordinamento con RFI.
Paroli ha ricordato che sono stati stanziati 167 milioni di euro per il potenziamento del sistema ferroviario tra Genova e Savona. Si tratta di interventi rilevanti che nel breve periodo possono incidere sulla capacità operativa, ma che nel medio termine sono destinati a migliorare in modo significativo la competitività dell’intero sistema portuale.
Gli investimenti puntano in particolare alla realizzazione di nuovi fasci binari e al miglioramento delle connessioni con la rete ferroviaria nazionale. A regime, entro il 2029, il porto di Genova potrà disporre di nove fasci binari da 750 metri e di un’interconnessione diretta con la variante di Voltri, in piena sinergia con l’entrata in funzione del Terzo Valico dei Giovi, infrastruttura strategica per collegare il sistema portuale ligure ai principali corridoi logistici europei.
Il presidente ha sottolineato l’importanza di coordinare i tempi delle diverse opere infrastrutturali, affinché la rete portuale sia pienamente operativa quando il Terzo Valico sarà transitabile. Da questo allineamento, ha evidenziato, dipende in larga parte la credibilità del sistema logistico italiano.
Nel suo intervento conclusivo, Paroli ha rivolto un appello all’intera filiera logistica, ricordando che lo sviluppo dell’intermodalità richiede un impegno condiviso tra pubblico e privato. Se da un lato le istituzioni devono continuare a investire nelle infrastrutture e garantire il rispetto dei tempi di realizzazione, dall’altro gli operatori del settore sono chiamati a utilizzare in modo più efficace le opportunità offerte dal sistema ferroviario e dagli incentivi disponibili.
Durante il panel è infatti emerso che non tutte le tracce ferroviarie disponibili sono state effettivamente sfruttate. In alcune settimane, su novanta tracce disponibili, ne sono state utilizzate circa sessanta. Un dato che, secondo Paroli, il sistema non può permettersi di ignorare.
Ogni traccia ferroviaria non utilizzata comporta infatti conseguenze dirette sull’organizzazione della logistica e sulla qualità della vita nelle città portuali. Le merci che non viaggiano su ferro finiscono inevitabilmente per essere trasportate su camion, con un aumento del traffico urbano, delle emissioni, del rumore e degli impatti ambientali.
Il presidente ha ricordato che l’obiettivo degli investimenti in corso è anche quello di ridurre l’impatto dei flussi logistici sui centri urbani e di separare il traffico portuale dalla viabilità cittadina. Tuttavia, se i container continuano a uscire dai porti su camion quando potrebbero essere trasportati su treno, parte degli sforzi rischia di perdere efficacia.
La responsabilità, quindi, è condivisa. Il settore pubblico deve continuare a garantire infrastrutture adeguate e tempi certi per la realizzazione delle opere, mentre gli operatori privati sono chiamati a valorizzare pienamente la capacità ferroviaria disponibile.
Paroli ha concluso con un’immagine significativa: una traccia ferroviaria ha lo stesso valore di uno spazio operativo all’interno del porto. In un contesto dove le aree portuali sono limitate, nessuno lascerebbe inutilizzata una porzione di piazzale. Allo stesso modo, ha sottolineato, è necessario utilizzare in modo efficiente la capacità ferroviaria che collega i porti ai grandi mercati logistici europei.
Una sfida che riguarda non solo l’efficienza operativa, ma anche la sostenibilità del sistema dei trasporti e la competitività dei porti italiani nello scenario europeo.















