La proposta: «Un ponte fisso tra lo Scolmatore e i Navicelli e una strada per il traffico portuale»

Canale Navicelli
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LIVORNO – Una proposta per migliorare la mobilità in entrata e uscita dal porto di Livorno costruendo un ponte fisso tra lo Scolmatore e il Canale dei Navicelli, insieme a una nuova strada per separare traffico portuale da quello turistico. E’ il progetto lanciato da Angelo Roma, consulente marittimo, già presidente di Assonautica, direttore di Intercontainers ma anche port captain di Zim. Un’idea portata avanti da tempo da alcuni operatori livornesi tra cui Enrico Bonistalli, vicepresidente di Federagenti.

di Angelo Roma

«Da molto tempo Enrico Bonistalli (vicepresidente di Federagenti) dice, e trova me concorde, che un nuovo ponte “fisso” sul canale dei Navicelli ed una strada di collegamento lunga circa 2-3 chilometri, potrebbe essere la proposta infrastrutturale che risolverebbe uno dei principali problemi di mobilità della zona, dove traffico industriale e flussi turistici finiscono spesso per sovrapporsi.

Il progetto nasce da un’esigenza concreta: oggi i mezzi diretti al porto e i veicoli dei vacanzieri che raggiungono il mare percorrono le stesse strade, generando code, rallentamenti e situazioni di potenziale pericolo. In particolare, nei mesi estivi, quando il traffico aumenta sensibilmente, la convivenza tra camion e auto dirette alle località balneari crea disagi sia per gli operatori logistici sia per i turisti.
La soluzione proposta si basa su un principio semplice ma efficace: la separazione fisica dei flussi di traffico.

Il progetto prevede la costruzione di un ponte stradale sul Canale, nel punto individuato come il più funzionale per garantire un attraversamento diretto. Il ponte, largo quanto necessario al traffico veicolare moderno, potrebbe essere realizzato con una campata unica o con più campate, a seconda delle esigenze della navigazione nel canale.

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Dal nuovo attraversamento partirebbe una strada di collegamento, indicata nel progetto con una linea gialla, che attraverserebbe terreni agricoli attualmente coltivati o incolti. Il tracciato proseguirebbe poi verso la zona costiera più a nord, dove si collegherebbe alla rete viaria esistente diretta verso il mare.

Per il traffico legato alle attività portuali, il nuovo asse viario rappresenterebbe un miglioramento significativo. I mezzi pesanti avrebbero infatti un accesso più diretto verso l’autostrada, evitando le attuali interferenze con il traffico turistico.
Questo significherebbe: percorsi più rapidi ed efficienti per il trasporto merci; meno congestione nelle ore di punta; una riduzione delle code causate dal traffico stagionale.
Anche i vacanzieri trarrebbero vantaggio dalla nuova infrastruttura. L’accesso al mare diventerebbe più diretto e soprattutto non passerebbe più attraverso zone industriali, migliorando la qualità dell’esperienza di viaggio e la sicurezza.
La separazione dei flussi ridurrebbe inoltre la presenza di mezzi pesanti nelle aree frequentate da turisti e residenti.
Secondo le prime valutazioni, l’intervento potrebbe avere effetti positivi anche sull’organizzazione del territorio. Il nuovo tracciato permetterebbe infatti di valorizzare alcune aree agricole oggi poco sfruttate e contribuirebbe a ridurre l’inquinamento acustico e atmosferico nelle zone residenziali attraversate dal traffico attuale.
Inoltre, una viabilità meglio strutturata favorirebbe una gestione più ordinata dello spazio costiero, con benefici sia per le attività economiche sia per la qualità della vita locale.

Le stime preliminari indicano:
– una lunghezza complessiva del nuovo collegamento tra i 2 e i 3 chilometri;
– una larghezza del canale nel punto di attraversamento di circa 200 metri;
– la possibilità di realizzare un ponte stradale con una pila di estremità all’innesto del viadotto (tratto in curva) e una pila intermedia nel settore compreso tra lo Scolmatore e i Navicelli (basterebbe un metro più alto di quello che vorrebbero fare mobile).

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Il progetto rappresenta dunque una proposta concreta per migliorare la mobilità dell’area, con l’obiettivo di rendere più efficiente il sistema logistico e allo stesso tempo più accessibile e sicura la costa per residenti e turisti.

Ricordo inoltre cosa disse Edoardo Rixi ad agosto del 2024, In occasione del convegno sul tema “La nautica pisana volàno della costa toscana“: “Abbiamo tutte le risorse a disposizione per potere completare la messa in sicurezza dell’intero canale e quindi dare tranquillità a tutte le aziende che su questo canale fanno business. C’è ovviamente ancora da risolvere la parte finale, vale a dire quindi, la creazione del nuovo ponte che possa consentire di non passare dentro il porto di Livorno, interessato a una serie di lavori, tra cui la Darsena Europa”».

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