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Intervista/ Scalisi (Contship Spezia): «La merce sceglie il porto, oggi non è così - I terminal cambino paradigma»

Alfredo Scalisi general manager La Spezia Container Terminal, gruppo Contship: "E’ la merce che sceglie il porto, oggi non è così, il paradigma è cambiato di fatto e, il porto è quello che è, con le sue infrastrutture deve dare un servizio affinchè la merce scelga stesso".

Lucia Nappi

MILANO – Quale il futuro dei porti nazionali tra saturazione, colli di bottiglia e rottura della catena logistica. Oggi più che mai i porti e la logistica sono al centro delle sfide economiche e commerciali internazionali, tra i cambiamenti imposti dalla pandemia a partire dal 2020 ed oggi anche dalle gravi tensioni geopolitiche. Su queste tematiche è intervenuto, per Corriere marittimo, Alfredo Scalisi, co-executive director di Contship Italia e general manager di La Spezia Container Terminal, incontrato a margine del Forum milanese SF&LMI 2022 .

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Quale è il futuro dei porti nazionali?
«Il futuro si immagina, ma si deve lavorare perchè si relizzi. Negli ultimi due anni abbiamo assistito ad un cambio, di fatto, operativo. Il terminalista medio ha una pianificazione navecentrica, ma se la nave non arriva puntuale, se porta più volumi rispetto al precedente periodo, il terminalista deve gestire dei metri quadri costanti, il piazzale è fisso, non è una fisarmonica. Quindi i contenitori provocano una congestione che si ripercuote sull’incremento dei costi di gestione e allo stesso tempo riduce la performance dell’operazione, quindi il servizio nei confronti del cliente, le linee, è peggiore».

Cosa fare?
«Abbiamo due vie di uscita. O le linee si rimettono al centro della pianificazione, rispettando una loro pianificazione, oppure il terminal e tutta la parte terra - spedizionieri, terminalisti, tracker, railer - cambiano paradigma di operatività e vanno ad individuare qui colli di bottiglia che adesso si stanno creando. Quindi i terminalisti nel cambio di paradigma vanno ad operare in maniera diversa rispetto all’attuale».

"Dobbiamo creare porti dove è la merce che comanda, non gli armatori" questa è la visione del mondo degli spedizionieri.
«Sono d’accordo, è la chiave di lettura, anche come Assiterminal, di cui facciamo parte. E’ la merce che sceglie il porto, oggi non è così, il paradigma è cambiato di fatto e il porto è quello che è con le sue infrastrutture deve dare un servizio affinchè la merce scelga stesso. Ma il porto si deve sviluppare all’interno di un sistema nazionale di sinergia tra i porti, valorrizzando i punti di eccellenza di ogni singolo porto».

La Spezia Container Terminal, i punti forza sono nell'intermodalità
«LSCT è il primo porto nazionale di share rail abbiamo, abbiamo il 33%, quindi valorizzare il rail di Spezia è più facile rispetto a prendere un terminal con un rail share decisamente più basso.
Quindi il PNRR e lo sforzo che il sistema Italia sta facendo nel campo delle infrastrutture guarda a questo sviluppo sinergico tra i porti. Bisogna essere veloci nell’applicarlo, sia perchè il PNRR ha tempo limitato, ma nello stesso periodo di tempo tutto il sistema deve cambiare metodologia di lavoro».

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