Autoproduzione – Duci: “L’emendamento temo venga cassato dall’UE”

GianEnzo Duci

“Parliamo di Porti ai tempi del COVID-19 – Approfondimenti e proposte per il rilancio” è il tema dell’incontro web promosso da Assoporti e The International Propeller Clubs, che ha riunito il cluster marittimo nazionale in un confronto sui temi caldi della portualità.

Lucia Nappi

LIVORNO – Profonda delusione sul tema dell’autoproduzione manifestata dai rappresentanti delle associazioni armatoriali, Confitarma e Assarmatori e dalla Federazione degli agenti e raccomandatari marittimi, Federagenti, intervenuti al Terzo incontro del ciclo “Parliamo di Porti ai tempi del COVID-19 – Approfondimenti e proposte per il rilancio “ promosso da Assoporti e The International Propeller Clubs, che ha riunito il cluster marittimo nazionale in un confronto con la stampa.

I rappresentanti degli armatori sono intervenuti sul disegno di legge di conversione del Decreto Rilancio, approvato ieri dalla Camera, contenente la norma che regolerà l’autoproduzione nei porti, modificata dall’emendamento Gariglio, anche se parzialmente rivisto, sulla limitazione del ricorso all’autoproduzione da parte degli armatori, solo nei casi di indisponibilità degli articoli 16 o 17. Argomento sul quale si attua la spaccatura del mondo marittimo tra armatori e Ancip  insieme ai sindacati  dei lavoratori. Lo stesso emendamento veniva  dichiarata dubbiamente legittima, poche ore prima del passagio alla Camera, dal Mise in sede di Ragioneria Generale dello Stato individuando nella proposta i possibili riflessi sulla concorrenza e la possibilità di incorrere in procedure di infrazione sulla non conformità della norma in merito alla concorrenza.

Confitarma:
Sul tema dell’Autoproduzione Mario Mattioli, presidente di Confitarma ha espressa profinda delusione –  “La modifica dell’articolo 16 della legge n. 84/94 ci farebbero fare un salto indietro inopportuno in un momento del genere”- “Speriamo in una sorta di ravvedimento, abbiamo scritto più volte al governo” – ” E’ una flessibilità che dura da 25-30 anni e non si capisce per quale motivo tornare indietro”  – “Ci rende perplessi il fatto che nonostante  la norma sia stata dichiarata dubbiamente legittima dalla Ragioneria Generale dello Stato, indipendentemente dalla posizione che abbiamo espresso come associazioni datoriali”. Mattioli in ultimo rivolge alla politica un chiaro attacco sulla questione del cambio equipaggi “Preferirei che la stessa attenzione che è stata messa su l’autoproduzione venisse posta al tema del cambio degli equipaggi” ha chiuso la conversazione Mattioli- “E’ una grande criticità che abbiamo, su cui siamo carenti”.

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Assarmatori
Dello stesso avviso il rappresentante di Assarmatori, Luca Brandimarte:“Gli armatori sono inascoltati dalla politica”- “valuteremo il da farsi e l’evoluzione” – “è una norma estremamente penalizzante, una grossa forzatura a livello politico, nonostante i pareri da parte delle istituzioni” – l’autoproduzione sottolinea Brandimarte è ben disciplinata come un diritto dalla legge antitrust (287 del 90 art. 9). Contrario all’estremizzazioni delle posizioni il rappresentante di Assarmatori ” fatto sta che una norma così scritta è estremamente penalizzante per l’utenza” armatoriale” – “può portare come effetto contrario l’internalizzazione delle operazioni portuali a scapito degli art. 15 e 17”.

Federagenti
“Il presupposto è che noi nei porti la sicurezza la mettiamo per prima” – ha dichiarato Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti, – “non abbamo chiesto il Far West, ma abbiamo chiesto che non si finisca nella Russia di Stalin. Non si deve essere ai due estremi. La sicurezza deve essere tutelata su questo non c’è discussione. Ma temo che l’emendamento sia forzato rispetto ad quadro normativo” -comunitario e  antitrust – “che temo andrà ad autoregolamentarsi da solo” pertanto con la sua applicazione il presidente di Federagenti sottolinea la possibilità che questo “venga cassato in una fase successiva da altri Organi di Stato o da Organismi europei in caso di conflittualità con norme superiori” – “Sarebbe opportuno togliere la bandiera ideologica, da entrambe le parti, e discuterne in maniera più seria di quanto la politica abbia fatto”.

 

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