ROMA – Istituita una nuova e più organica disciplina per l’attività di consulente chimico di porto in Italia, introdotta dalla Legge 182 (ddl Semplificazione) pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 3 dicembre scorso, attraverso l’inserimento dell’art. 116-bis nel Codice della Navigazione.
Sulla questione è intervenuta l’Associazione Nazionale dei Chimici di Porto (ANCP) accogliendo con “piena soddisfazione” la disciplina dell’attività di consulente chimico di porto “passo fondamentale, capace di assicurare maggiori tutele ai consulenti chimici di porto e di rafforzare la sicurezza a bordo delle navi e nelle aree portuali” – ha dichiarato il presidente di ANCP, Ivan Tortarolo – sottolineando che da tempo l’Associazione ha sollecitato un intervento normativo chiaro su questo tema.
Attraverso il nuovo articolo 116 bis del Codice della Navigazione viene definita con norma primaria l’attività del consulente chimico di porto, fino ad oggi regolamentata da una Circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – oggetto di contenzioso negli ultimi anni – unitamente alla previsione dei requisiti per l’accesso e le modalità di esercizio dell’attività.
L’esercizio della professione di chimico di porto è subordinato al possesso di specifici requisiti accademici e all’iscrizione in appositi registri istituiti presso le Capitanerie di Porto.

Inoltre viene attribuito, infine, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sentito il Ministero della Salute, il compito di adottare, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti attuativi per definire le specifiche attività e i peculiari servizi svolti dal consulente chimico di porto, le modalità del percorso di qualificazione tecnico-professionale e le caratteristiche dei registri di iscrizione.
“Siamo particolarmente soddisfatti dell’attenzione che il legislatore ha dedicato alla nostra attività” – ha concluso Tortarolo – “Questa norma riconosce finalmente il ruolo centrale dei consulenti chimici di porto nella prevenzione dei rischi e nella tutela della sicurezza. Confidiamo in una rapida emanazione dei decreti attuativi da parte del Ministero, affinché la disciplina possa entrare pienamente in vigore e fornire certezze operative a tutto il settore”.
L’attenzione posta alla sicurezza dei porti è stata trasversale ed ha trovato una risposta attraverso la norma approvata, presentata dal sen. Potenti, con cofirmatari i sen. Tosato, Minasi, Spelgatti e Pirovano. Un supporto determinante è stato dato dal Ministero dei Trasporti ed, in particolare, dal vice ministro Edoardo Rixi, in forza della delega ai Porti di cui è titolare, che ha voluto tutelare con forza la sicurezza degli scali nazionali.
“A tutti coloro che hanno contribuito credendo fermamente nel nostro ruolo” – conclude Tortarolo – “va il più sentito ringraziamento da parte della categoria”.














