Alcol e droghe, il rischio sale in banchina – Rixi: “Porto, lavoro psicologicamente stressante”

Rixi su sicurezza nei porti: "Ambiente psicologicamente stressante è un tema che dobbiamo porci come punto di arrivo a livello nazionale".
Edoardo Rixi

LIVORNO – Promuovere in modo sempre più incisivo la sicurezza nell’ambito del lavoro portuale – è questo l’obiettivo del secondo convegno dedicato ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza di Sito (RLSS) dei Porti Italiani, figure chiave in ambito portuale, anelli di congiunzione tra le parti datoriali, le istituzioni e gli RLS per le questioni che attengono alla tutela della sicurezza e dell’igiene in ambito portuale durante lo svolgimento delle attività lavorative.

Iniziativa promossa dagli RLSS del porto di Livorno, con la collaborazione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Tirreno Settentrionale e svolta presso la Fortezza Vecchia a Livorno, il 19 maggio.

Un programma che ha visto negli interventi di apertura i soggetti istituzionali: Luciano Guerrieri, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Eugenio Giani, presidente Regione Toscana, Luca Salvetti, sindaco di Livorno, ammiraglio Gaetano Angora, direttore marittimo della Toscana, assessora al Porto, Barbara Bonciani.

A seguire due tavole rotonde con focus specifici dedicati alla Vigilanza, Formazione e Promozione e al Protocollo, conclusa dal viceministro alle infrastrutture e ai trasporti Edoardo Rixi. A cui hanno partecipato il segretario Generale dell’AdSP, Matteo Paroli, il vice presidente dell’Ente Bilaterale Nazionale del Settore Portuale, Luigi Robba, il presidente dell’AdSP del Mar Ligure Orientale, Mario Sommariva, il segretario generale di Fise Uniport, Paolo Ferrandino, il presidente dell’Agenzia per il Lavoro Portuale di Trieste, Franco Mariani, il direttore generale di Assiterminal, Alessandro Ferrari, Giuseppe Gucciardo Filt-Cgil segretario generale provincia di Livorno. Ha moderato il giornalista Marco Casale.

Sicurezza conferenza

Secondo il presidente dell’Agenzia per il Lavoro Portuale di Trieste, sulla sicurezza in ambito portuale il tema “di cui pochi parlano” sono le problematiche di carattere sociale che coinvolgono chi ogni giorno si trova esposto al rischio del lavoro portuale. “Siamo in presenza di un alto livello di invalidità tra i lavoratori” ma anche di “un numero troppo alto di persone che hanno problemi con l’alcol e tossicologici, problemi di disagio personale e psicologico e che richiederebbero un supporto del lavoratore, rispetto a tali aspetti e “che devono essere affrontati tutti insieme” dalle parti, le AdSp, le aziende i sindacati.

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Su questo tema interviene anche il presidente Sommariva: “sono questioni di tipo individuale, debolezze, disagio e fragilità, episodi che portano a disattenzione, nei confronti dei quali serve un sistema di prevenzione” – spiega il presidente del porto della Spezia – “i porti hanno una propria estrinseca pericolosità determinata dall’arcipelago delle interferenze, ma anche dai pesi” – migliaia di tonnellate di merci movimentate costituiscono rischi potenziali. “Noi AdSP abbiamo il compito di promuovere un sistema di prevenzione in porto attraverso la nostra azione e insieme a tutte le altre istituzione che operano in questo ambito, ciascuno con il proprio ruolo specifico. I RLSS  sono il fulcro di questo sistema di prevenzione e di consapevolezza e cultura”.

RIXI, vice ministro

Il viceministro Rixi intervenuto in chiusura fa riferimento ad una crescita di corresponsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti: “tutti si devono sentire protagonisti nessuno si deve sentire in panchina, non ce lo possiamo permettere” da qui la necessità di creare norme in cui tutti ci riconosciamo e in modo che il nostro sistema sia più efficiente e un po’ più sicuro”.

Lavori usuranti

Quello portuale è un settore difficile da normare, ha detto il viceministro affrontando i temi del “lavoro usurante” e del “lavoro psicologicamente stressante”. Su questo secondo aspetto Rixi ritorna più volte, mentre per il tema del lavoro usurante prima lo enuncia poi lo aggira, tema spinoso di tante battaglie del settore: terminalisti, lavoratori portuali e marittimi.

“Nel porto e nelle banchine in pochi metri quadri ci sono fattori elevati di rischio, per il pericolo costante è quindi un ambiente psicologicamente stressante è un tema che dobbiamo porci come punto di arrivo a livello nazionale e normativo”.

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Passando agli aspetti che incrementano il rischio in porto: La tecnologia, la velocità con cui si svolgono le operazioni, fattori che “innalzano il coefficiente di rischio in ambito portuale ma anche marittimo”- “è questo un cluster che deve crescere in sincronia anche a livello di sicurezza, perché se abbiamo situazioni di asimmetria il rischio di un evento di incidentalità non diminuisce”.

Edoardo Rixi

Prepensionamento:

Altro tema forte e direttamente collegato al precedente, il prepensionamento sul quale il rappresentante del Mit afferma: “C’è necessità di rinnovare” –con  investimenti da fare sulla risorsa umana a livello di formazione, sebbene “con un approccio non ideologico, ma in cui un lavoratore di 65-67 anni, determinate mansioni non le può svolgere”.
Infine aggiunge: “c’è necessità di rinnovare, questo significa che dovranno essere accettate regole di security portuale più rigide, che delimitino in maniera più forte gli accessi al porto, tematiche che garantiscono correttezza nella gestione del rischio”.

Lavoro usurante e prepensionamento, temi su cui è intervenuto anche il direttore di Assiterminal, Alessandro Ferrari e, al quale  CORRIERE MARITTIMO ha chiesto a margine della conferenza  un commento.

Gli RLSS di sito del porto di Livorno: Marco Giusti (Filt-Cgil), Marco Puccioni (Uiltrasporti), Massimiliano Boni (Fit-Cisl) in merito alla conferenza,  dopo avere sottolineato l’assenza dei rappresentanti di Confindustria, in una nota scrivono:  “È stato un momento importante di analisi delle criticità e dei fattori che incidono sulla salute e la sicurezza del lavoro portuale. Sotto i riflettori anche il futuro e le prospettive degli scali italiani, la questione pensioni e i possibili contraccolpi che potrebbe avere sui porti il via libera all’autonomia differenziata”.
Definendo negativi gli effetti di “una spasmodica competizione sul costo del lavoro”-  piuttosto che l’attivazione di investimenti miranti all’innovazione – Mentre è positiva l’attenzione sulla formazione continua fondamentale nella attuale fase di implementazione tecnologica”.

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