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Agostinelli, porti calabresi potenziali hub di produzione di parchi eolici off-shore

Agostinelli fa il punto sui porti calabresi: «Gioia Tauro "piccola Rotterdam",  tra gennaio e luglio, 423 treni e una previsione annua di 900 convogli» - «Corigliano Calabro e Crotone, possono diventare degli hub di produzione di parchi eolici off-shore eolico di ultima generazione».

GIOIA TAURO - “L’Italia, in difformità agli esempi nordeuropei, è da sempre caratterizzata da una “portualità diffusa”, dove porti storici servono un interland limitrofo, indotto anche dalla orografia della penisola e delle sue isole. La Calabria ha, invece, una portualità atipica. Grandi porti, artificiali e recenti (salvo Crotone nella sua parte vecchia e Vibo Valentia Marina) sorti non per servire un tessuto produttivo diffuso seppur limitrofo ma per alimentare distretti industriali specifici, che, per noti motivi, non si sono mai insediati”.

Così il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, è intervenuto a Rimini al Meeting dell'Amicizia tra i popoli, alla sessione “Mare Nostrum: il Mediterraneo nuovo nodo di connessioni" parlando della connettività del porto di Gioia Tauro e dei porti calabresi nel circuito del Mediterraneo.

Gioia Tauro

Nel porto calabrese di Gioia Tauro lo sviluppo dell’intermodalità vede  collegamenti quotidiani con gli hub intermodali di Bari, Nola, Padova e Bologna. Tra gennaio e luglio, il transito in porto ha registrato 423 treni, con una previsione di 900 convogli in un anno. «Primo porto potenzialmente "nordeuropeo”: grande infrastrutturazione, in una zona non “cittadina”, capace di rifornire via “ferro” i distretti industriali del paese. Oggi si tratta di decidere se potenziare la capacità di portare container via ferro da Gioia Tauro al resto d’Italia, realizzando l’alta capacità ferroviaria. Non se ne parlerà prima del 2030, purtroppo».

Corigliano Calabro e Crotone

Riguardo agli altri porti calabresi «Corigliano Calabro e Crotone possono diventare degli hub di produzione di parchi eolici off-shore (ce ne sono tre in attesa di autorizzazione in Puglia e Calabria, con possibilità di servirne ulteriori anche all’estero)» -  ha specificato Agostinelli - «Strutture avveniristiche e all’avanguardia, installabili anche ad alte profondità poiché dotate di un corpo sommerso che garantisce galleggiamento autonomo. Turbine, alte quanto la torre Eiffel, che sarebbero interamente costruite e assemblate nei porti calabresi e poi traslate via mare nei parchi di produzione».

«L’eolico off-shore di ultima generazione – ha sottolineato Agostinelli - è l’occasione per garantire al sud un vantaggio energetico, creare una nuova filiera industriale, generare quantitativi enormi di energia rinnovabile e dare una opportunità irripetibile ad un territorio, se pensate che Corigliano è un porto moderno e da sempre abbandonato a sé stesso, una immensa, inutilizzata cattedrale nel deserto. Una scelta strategica, soprattutto in termini occupazionali: questi insediamenti comporterebbero, per singolo parco eolico off-shore, 200 lavoratori diretti nei 5 anni di produzione e 100 lavoratori diretti nei 25 anni successivi di gestione».

E' intervenuto all'incontro il ministro Infrastrutture e Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini. Inoltre Luigi Lucà, amministratore delegato di Toyota Motor Italia, Giampiero Strisciuglio, amministratore delegato e direttore generale di Mercitalia Logistics, Alberto Viano, amministratore delegato di LeasePlan Italia e nuovo presidente di Aniasa, Associazione nazionale industria dell'autonoleggio, sharing mobility e automotive digital. Ad introdurre l'incontro Marco Piuri, CEOTrenord e general manager FNM.

 

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