Logistic & Transport > Trasportounito: Troppi incidenti, ma “non criminalizziamo l’autotrasporto”

Trasportounito: Troppi incidenti, ma "non criminalizziamo l'autotrasporto"

GENOVA Ieri un altro grave incidente stradale ha visto come protagonista un mezzo pesante sulla A10, dove un tir si è ribaltato bloccando per 10 ore il traffico autostradale nel tratto tra Savona e Genova. Anche stamani l’ultimo grave incidente, in ordine di tempo, l’incendio del Tir carico di mobili sulla A26.
Oggi il sindacato di categoria Trasportounito interviene nel merito. “Non è corretto criminalizzare l’autotrasporto – dice Giuseppe Tagnocchetti, referente per la Liguriachiediamo una verifica delle reali cause dei gravi sinistri accaduti. Si potrebbe scoprire che il camionista è la vittima di violazioni al codice della strada commesse da conducenti di autovetture distratti al cellulare, oppure di infrastrutture inadeguate che per lunghi tratti autostradali corrono solo su due corsie troppo strette per i veicoli pesanti, in gallerie fuori norma”.

Giuseppe Tagnochetti, coordinatore ligure di Trasportounito, difende l’Autotrasporto regolare che sta investendo per la sicurezza e che rimane una risorsa fondamentale per il paese. “E’ tuttavia evidente che il problema dell’irregolarità deve essere affrontato prendendo atto, come da noi denunciato anni fa in un dossier presentato alle istituzioni, che è conseguente all’incertezza normativa del mercato italiano dell’Autotrasporto. Dopo il clamoroso blackout causato sulle autostrade liguri dagli incidenti di mezzi pesanti, diventano evidenti a tutti le precise responsabilità anche istituzionali nel mancato intervento sui fattori ormai cronici del trasporto merci su gomma”.

Secondo Tagnochetti, sono tre le macro questioni da affrontare con poche regole chiare e controllabili: “la concorrenza sleale di vettori esteri che fanno dumping tariffario, gli autisti affittati da agenzie estere, costretti a infrangere le regole di guida e di riposo e a vivere da schiavi e la crisi finanziaria delle Imprese italiane, dovuta in particolare da incassi ritardati anche di 6 mesi e pagamento dei costi (gasolio, autostrade, assicurazioni, conducenti) immediati”.
“Il prossimo Governo dovrà cancellare una giungla di norme impraticabili – conclude il coordinatore regionale di Trasportounito – e affrontare la destrutturazione in atto fornendo garanzie alle imprese che vogliono competere in un regolare mercato dei trasporti su gomma, che garantisce l’80% della consegna delle merci”.

 

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