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Taxi-Ncc: Incontro al Mit per il riordino del settore

ROMA - Si è tenuto presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, un incontro con i rappresentanti di trenta sigle sindacali di Taxi e Ncc per proseguire la discussione sul riordino del settore. "Negli ultimi tre mesi si sono tenuti al Mit ben cinque incontri con i rappresentanti di Ncc e Taxi per esaminare i principi base del riordino de settore. La conferma che intendiamo procedere con determinazione seppur in stretto contatto con le associazioni"- ha dichiarato al termine dell'incontro il vice ministro delle infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini, che ha proseguito: "l'obiettivo  che il governo intende raggiungere è regolare il mercato perché i servizi resi ai cittadini siano più efficienti e più adeguati alla domanda. E’ nostra intenzione perseguire questo obiettivo superando le varie forme di abusivismo, regolamentando le piattaforme tecnologiche (ne è prevista la registrazione, devono pagare le tasse in Italia, devono rispettare, come tutti, i canoni fondamentali del diritto del lavoro), promuovendo su base regionale il servizio Ncc e confermandone la natura pubblica, favorendo il contingentamento delle licenze di Taxi ed Ncc in base alle indicazioni che perverranno dalle Regioni, aprendo alla possibilità per taxi ed Ncc di partecipare a gare per il trasporto pubblico locale nelle aree a domanda debole"- ha sottolineato Nencini.
"Aderendo alla sollecitazione delle associazioni, ci siamo impegnati a valutare la possibilità di concedere incentivi pubblici per la realizzazione di piattaforme tecnologiche direttamente da parte degli operatori di settore. Sia Taxi che Ncc resteranno servizi pubblici non di linea. Questi i princìpi più significativi - ha evidenziato Nencini- attorno ai quali scrivere la riforma del sistema. Sono stati concretamente accolti molti suggerimenti provenienti dai rappresentanti delle due categorie. Per tutte queste ragioni - ha detto Nencini-  lo sciopero non trova alcuna giustificazione. Parte delle associazioni ci ha chiesto di mettere fuori legge le piattaforme: questo non è lo spirito che muove il governo. Dietro alcune sigle si nasconde una valutazione che non è di merito ma solo politica".

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