Sardegna continuità territoriale a rischio – Porto Canale, quali sviluppi?

Porto Canale

Sardegna, interviene Uiltrasporti sul tema della continuità territoriale, trasporto aereo – Rilancio del Porto Canale di Cagliari, in attesa il responso dell’AdSP.

Lucia Nappi

CAGLIARI – La ripartenza economica della Sardegna passa attraverso i settori dei trasporti e della logistica. Il tema della continuità territoriale  “rischia di uscire molto ridimensionato dall’emergenza sanitaria”, lo ha sottolineato in una nota da Uiltrasporti Sardegna.
Per quanto riguarda i traffici marittimi, il Porto Canale di Cagliari è in fase di stand-by sull’esito della valutazione dell’AdSP della proposta avanzata dal soggetto, unico proponente, alla call internazionale scaduta il 31 agosto scorso.

Continuità territoriale
Sul tema della continuità territoriale UilTrasporti in una nota avanza due richieste, la prima per un’ indagine delle commissioni Trasporti e Bilancio del Consiglio regionale per appurare se la compagnia di bandiera Alitalia abbia ricevuto interamente i finanziamenti per la continuità territoriale anche nel periodo di lockdown in cui ha operato a regime ridotto solo a Cagliari. “Riteniamo – specifica nella nota il segretario generale UiTrasporti William Zonca – “che le sovvenzioni debbano essere dimensionate al servizio effettivamente erogato. Questo permetterebbe di utilizzare i fondi residui per sostenere il sistema aeroportuale sardo, nello specifico lo scalo di Cagliari che ha garantito per i tre mesi di lockdown il diritto alla mobilità dei sardi”.

La seconda istanza è per un intervento finanziario urgente della Regione sarda per tamponare le perdite delle società di gestione degli scali sardi, soprattutto quello di Cagliari, unico ad operare in perdita durante i tre mesi di lockdown.
“Ad oggi non è stato creato un tavolo emergenziale sul sistema del trasporto aereo in Sardegna” – si legge nella nota – “Ci troviamo di fronte ad acquisizioni di quote di aeroporti sardi da parte di fondi privati e possibili scenari di chiusura. La nostra continuità territoriale rischia di uscire molto ridimensionata e non possiamo accettarlo”.

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Porto Canale di Cagliari
Sul versante marittimo, la vicenda del rilancio del Porto Canale di Cagliari, terminal container ex CICT, come banchina internazionale per il transhipment,  porterebbe alla ripresa del traffico container della Sardegna.
La questione sembrerebbe in fase di stand-by da fine agosto scorso e vedrebbe l‘AdSP impegnata nella valutazione dell’istanza presentata dalla società di diritto inglese PIFIM, in avvalimento con la Port of Amsterdam International, come unico soggetto proponente alla call internazionale per l’aggiudicazione del terminal.

Su una porzione dell’area sono rivolti anche gli interessi del terminalista Grendi che opera su concessione nel Porto Canale e che pur non avendo partecipato alla call internazonale, ha presentato richiesta di concessione all’Authority. La domanda riguarda 350 metri di banchina e 70 mila mq di piazzali, sulle quali poter gestire i traffici di transhipment per la Sardegna di MSC e Hapag Lloyd, che la crisi di CICT, ha spostato in regime di provvisorietà, sulle banchina dell’operatore sardo-genovese. Volumi che in un anno hanno toccato quota 31.800 teu, come annunciato nei giorni scorsi dall’operatore.

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