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Logistica 4.0, Smart Contract e piattaforme “BlockChain" /FOCUS

Ricorso a nuovi strumenti contrattuali come "smart contract". La gestione dei dati e delle informazioni da parte dell'operatore di logistica".

di Rosa Abbate, avv. marittimista, Genova

GENOVA - Industria 4.0 significa cambiamenti sul piano della produttività, della qualità del servizio e del lavoro, dell’energia impiegata durante il processo di produzione. Si assiste anche ad uno stravolgimento della tradizionale fisionomia industriale a favore di una nuova struttura basata su sistemi automatizzati e di interconnessione tra i vari componenti del ciclo produttivo. Il processo su basa anche sulla tenuta di archivi informatici presenti e dei data base aziendali che vengono protetti dall’impiego di nuovi servizi cloud in grado di immagazzinare dati utili allo svolgimento dei vari processi e delle varie attività in totale controllo ed in piena autonomia di sviluppo.

I data base sono da sempre oggetto di tentativi di alterazione /manipolazione esterna e quindi necessitano di essere protetti mediante l’ausilio di sistemi adeguati e di appositi software atti a prevenire tentativi di appropriazione da parte di terzi. In ambito logistica 4.0 l’avvento del sistema industria 4.0. è stato massiccio e rappresenta un ecosistema di significativo sviluppo in questo settore. La tendenza all’automazione produce notevoli benefici in termini di risparmio di energie e risorse ed è quindi in costante crescita producendo cambiamenti riguardanti gli aspetti tecnici e tecnologici, informatici, pianificatori, ambientali e della sicurezza (safety and security). Le ricadute di tutto ciò sulla logistica automatizzata sono senza dubbio positivi ma con impatti che sin da ora necessitano di essere opportunamente identificati, quantificati e quando necessario mitigati.

La logistica - segnatamente quella incentrata sulla multimodalità - si basa sulla c.d. filiera e, come svariati sistemi di questo tipo, è fra quelle destinate ad operare in modo sempre più costante in una forma digitalizzata e soprattutto decentralizzata. Questo può avvenire attraverso sistemi informatici - software , registri distribuiti - atti ad ospitare e a realizzare quelle varie fasi che prima o fino ad oggi venivano fatte in modo cartaceo, via e mail etc. In questo scenario l’ aspetto di maggiore rilevanza da considerare - che è il connotato tipico della operazione di logistica - è l’interazione necessaria dei mezzi di trasporto con le infrastrutture terrestri che sono dotate di autonomia propria, sia nello svolgimento dei vari servizi e nell’erogazione delle prestazioni e per gli spazi, sia per quanto riguarda l’accesso alle medesime.

In tale contesto il ruolo pubblico e istituzionale delle infrastrutture strategiche come ad es. il porto che assume una funzione preminente nel funzionamento generale è, parimenti, interessato dal medesimo fenomeno di “digitalizzazione” (ad es. nelle procedure di imbarco/sbarco, di ingresso/ uscita dai nodi portuali, di tracciamento delle merci all’interno dello spazio portuale, l’informatizzazione dei pagamenti delle tasse portuali).

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sta ponendo in essere in progetto di digitalizzazione dei porti attraverso un piano triennale 2019-2021 e con ruoli attivi delle AdSP e CP . Inizia a diffondersi il ricorso a strumenti nuovi, frutto dell’evoluzione informatica applicata più che della prassi dei traffici vera e propria e che si sostituiscono alle modalità tradizionali.Nuovi documenti e nuove modalità di scambio e di attuazione delle transazioni e/o dei pagamenti con modalità decentrate.

Le soluzioni in ambito digital transformation abilitano l’attivazione dei vari servizi di dialogo tra privati e con le Pubbliche Amministrazioni in tema di fatturazione e gestione degli ordini. Le soluzioni per la gestione della Supply Chain Finance e del tracking.

Ma quali implicazioni ne discendono? Sicuramente l’impiego di metodi di lavori nuovi, frutto dell’evoluzione informatica applicata più che della prassi dei traffici vera e propria e che si sostituiscono alle modalità tradizionali. Vengono ad esistenza nuovi documenti e nuove modalità di scambio e di attuazione delle transazioni e/o dei pagamenti con modalità decentrate: Smart Contract e piattaforme “BlockChain” .

Innovativo sotto questi profili la legislazione italiana: La Legge 11.2.2019, all’ Art 8-ter prevede e disciplina le così dette “tecnologie basate su registri distribuiti” indicandoli quali “le tecnologie e i protocolli informatici che usano un registro condiviso, distribuito, replicabile, accessibile simultaneamente, architetturalmente decentralizzato su basi crittografiche, tali da consentire la registrazione, la convalida, l’aggiornamento e l’archiviazione di dati sia in chiaro che ulteriormente protetti da crittografia verificabili da ciascun partecipante, non alterabili e non modificabili”; in aggiunta, al comma 2, definisce la categoria de c.d. “smart contract” un programma per elaboratore che opera su tecnologie basate su registri distribuiti e la cui esecuzione vincola automaticamente due o più parti sulla base di effetti predefiniti dalle stesse.

Gli “smart contract” soddisfano il requisito della forma scritta previa identificazione informatica delle parti interessate, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’Agenzia per l’Italia digitale con linee guida da adottare. Blockchain e Distributed Ledger sono le tecnologie che abilitano l’Internet of Value che si fonda su cinque ingredienti essenziali: reti, algoritmi, registri distribuiti, trasferimenti e asset. Le tecnologie blockchain sono incluse nella più ampia famiglia delle tecnologie “distributed Ledger" cui aggiungono altre particolari caratteristiche tecniche.

I sistemi Blockchain, in genere, consentono di effettuare dei trasferimenti o più genericamente delle transazioni. Tali trasferimenti possono essere semplici o più evoluti a seconda del livello di programmabilità consentito dalla piattaforma. Ad esempio, la piattaforma Ethereum o anche Hyperledger consente di gestire smart contract che abilitano trasferimenti arbitrariamente complessi.Nel campo della logistica automotatizzata oltre a sistemi gestibili già adottati da molta parte della pubblica Amministrazione, gran aziende presenti nel marcato internazionale die trasporti marittimi stanno già mettendo in pratica un sistema di questo tipo (TradeLens creato da Maersk con IBM).

Lo scenario appare denso di novità e di importanti cambiamenti nell’organizzazione del lavoro e, anche, della necessità di nuove competenze e formazione da parte degli operatori per far fronte alle velocità della tecnologie e del cambiamento del business. Il tutto destinato a sfociare ed a creare nuove opportunità di lavori e di business che vanno tenute seriamente in considerazione .

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