Intervista/ Logistica green, Nicolini: «Le imprese di Stato comincino a vendere franco destino»

Guido Nicolini

Nicolini, presidente Confetra: Da franco fabbrica a franco destino questo è il cambio di modalità «se vogliamo arrivare a trasporti più sostenibili. Un esempio importante sarebbe se le imprese di Stato cominciassero a vendere franco destino».

Lucia Nappi

PADOVA –«La logistica, in questi ultimi anni, è stata al centro dell’attenzioni dovuta prima alla pandemia e, oggi abbiamo questa escalation della guerra russa in Ucraina che ci lascia moltre incertezze. Il ruolo degli interporti deve essere quello che era il ruolo originale, ovvero quel punto che possa permettere lo shift modale che ci chiedono l’Europa, la sostenibilità e il Paese». Lo spiega Guido Nicolini, presidente di Confetra intervenuto a Padova come relatore della Tavola rotonda “Interporti al centro” organizzata da UIR e sentito da Corriere marittimo a margine dell’iniziativa. (VIDEO INTERVISTA)

«Sappiamo che nel 2030 dovremo arrivare al 55% in meno delle emissioni e nel 2050 al 100% delle emissioni, per fare questo dovremo convincere e coinvolgere la manifattura a controllare la propria supply chain logistica. Perchè sappiamo che in Italia il 73% delle merci viene venduto franco fabbrica, e questo fa si che sia il compratore estero a controllare la logistica. Se vogliamo arrivare a trasporti più sostenibili e, a quello che ci chiede l’Europa, dobbiamo cercare di capire come il governo possa incentivare questo cambio di modalità. E un esempio importante sarebbe se le imprese di Stato cominciassero a vendere franco destino, sarebbe probabilmente un viatico per la manifattura e parte della manifattura.

Oggi ci sarà il ministro Giovannini, cosa chiede la logistica alla politica?

«Abbiamo avuto conferma che dal PNRR ci sono 62 miliardi a disposizione per la logistica. Quello che sta succedendo non so se permetterà la messa a terra di tutte le opere che abbiamo previsto, partendo dalle opere ferroviarie, ma non è solo l’infrastruttura ferroviaria che può servire, ma è anche un cambiamento di idee da parte di tutti, compresa la manifattura e la logistica, nell’arrivare a quello che ci chiede l’Europa. Abbiamo chiesto di mantenere il più possibile il programma degli investimenti, per fare in modo che almeno la parte investimenti vadano completati».

«Un’altra cosa importante è far capire all’opinione pubblica che non è solo il costo del trasporto che va controllato e unificato, come stanno facendo molte multinazionali che dicono che il trasporto è gratis. Il trasporto deve essere efficiente, ma deve assere anche ecologico che va verso una direzione di tutti. Questa è un’operazione importante da far capire soprattutto all’opinione pubblica».

L’e.commerce fa passare il messaggio che il trasporto sia gratis

«E’ una pubblicità bugiarda, che fa sì che uno pensi che non ci sia trasporto, perfortuna la logistica per la pandemia è stata posta al centro dell’attenzione. Confetra ha fatto fare una ricerca a IPSOS al dott. Pagnoncelli, dalla quale è risultato che la logistica è al secondo posto, dal settimo posto in cui eravamo partiti nel 2019» – ovvero la ricerca ha messo a fuoco che nella percezione delle persone, la logistica  dopo i due anni di pandemia è posta al secondo posto come settore di importanza strategica per l’economia del Paese –  «c’è coscienza in questo momento che la logistica è importante, perchè senza la logistica non puoi fare manifattura».

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